Università di San Marino

Estate all’Università di San Marino




Una summer school, un festival, un corso di alta formazione per parlare di teatro, educazione e cittadinanza democratica.





Nel 2007 il Dipartimento della Formazione di San Marino e la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna danno vita al progetto “Teatro e Cittadinanza”, nato per consentire un incontro a tutto tondo tra il teatro e le persone, di ogni estrazione età e origine, non obbligatoriamente operatori del settore, studenti o attori, ma prima di tutto cittadini, che nel confronto con il teatro possono trovare nuovi e ulteriori stimoli per le proprie vite, il lavoro e quel senso di partecipazione alla comunità sempre più spesso dimenticato in nome dell’interesse privato. L’educazione alla cittadinanza costituisce la vera sfida per i sistemi formativi ed educativi di oggi e del futuro. Essa rientra infatti tra le priorità di organismi internazionali, delle istituzioni formative nazionali e di numerose agenzie del territorio. Da queste premesse e con queste finalità ha preso vita “Teatro e Cittadinanza”, progetto ideato e curato da Laura Gobbi e Federica Zanetti, nell’ambito del quale si svolgono la Summer School “Teatro ed Educazione alla Cittadinanza” e il Festival Teatrale della Cittadinanza Democratica, una rassegna teatrale che s’innesta sul territorio andando così a costituire un’occasione anche per i cittadini d’incontrare il teatro, grazie ad un evento che si è arricchito attraverso il contributo di artisti come Roberta Biagiarelli, Ascanio Celestini, Gigi Gherzi, Marco Paolini, Mario Perrotta, l’Orchestra di Piazza Vittorio... Anche questa IV edizione, in programma dal 27 al 31 agosto 2010, ha l’ambizione di proporre una summer school e un festival in cui gli artisti e i docenti, tra cui  Fabrizio Cassanelli, Giuliana Musso, il Gruppo Teatro Comunitario, Ginevra Di Marco e Margherita Hack avranno il compito di sviluppare il tema delle Trasform-azioni, un tema caro al nostro territorio, che vuole riappropriarsi del “senso della comunità”, di cittadini che s’impegnano per ri-creare un orizzonte di senso al proprio progetto di vita connettendolo al progetto di una collettività. La Summer School, in questa edizione, prevede 5 borse di studio riservate a studenti sammarinesi o residenti. Il successo e l’interesse nei confronti dei temi al centro della Summer School e del Festival hanno creato una rete di contatti e di collaborazioni che consentiranno di inaugurare quest’anno la I Edizione del Corso di Alta Formazione “Il teatro come strumento per le professionalità educative”, a dimostrazione di come si possa realizzare una riflessione educativa che si accompagna ad una dimensione artistica, in particolare teatrale. Obiettivo generale del corso è infatti quello di creare figure professionali in grado di sapere utilizzare il “fare teatro” e il “vedere teatro” come strumento di formazione ed educazione, come tecnica di analisi del sé e dei propri bisogni, come riflessione sulla necessità di portare un cambiamento nella propria vita e nei contesti sociali, come mezzo privilegiato per sapere leggere criticamente un mondo in continuo divenire. Il corso, in particolare, è pensato per dare strumenti e metodologie a quanti operano o vogliono operare come educatori e/o operatori sociali, culturali e professionali in contesti educativi che richiedono interventi sistemici e problematizzanti: nelle carceri, in contesti educativi difficili e nel disagio sociale, nei luoghi di accoglienza degli immigrati e dei rifugiati, ma anche nelle scuole e in tutte le agenzie formative che vogliono accettare la sfida al cambiamento indotto dai processi di globalizzazione. Per questo le collaborazioni e la rete che si sono sviluppati sono con quelle realtà che abitano da più tempo e con una forte identità i luoghi del teatro e del confine:  La città del Teatro (Cascina - Pisa), La compagnia della Fortezza (Carcere della Fortezza - Volterra), il Teatro dell’Argine (San Lazzaro - Bologna). E’ in questo teatro e nelle sue diverse espressioni che si è creduto e si crede, quello che è capace di diventare strumento di potenziamento dell’autonomia dell’individuo, di riconoscimento della propria identità, di attivazione di processi di cambiamento e di partecipazione; quel teatro capace di promuovere e valorizzare attraverso il confronto con gli altri, della solidarietà e della cooperazione nuovi soggetti e nuove comunità, in grado ancora di desiderare.



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