Paesi da Scoprire
Bagnacavallo fra storia e cultura
E’ un comune della provincia di Ravenna, spesso fuori dalle tappe turistiche. Ma ha sicuramente un suo perché. Si trova sulla via medievale di San Vitale, quella che collega Bologna con Ravenna, e questa posizione ha notevolmente influito sul suo sviluppo, soprattutto nei secoli passati.
L’origine del nome
Le ipotesi sull’origine del nome Bagnavcavallo sono diverse e curiose. Esso viene ricordato fin dal X secolo e alcune fonti successive narrano della leggenda di una sorgente d’acqua curativa per i cavalli, nella quale si sarebbe immerso anche il destriero dell’imperatore romano Tiberio. Vero? Ovviamente è improbabile, anche se il motto dello stemma comunale potrebbe riferirsi alla questione: Ingredior rhoebus, cyllaros egredior (Entro malato, esco sano). Più verosimile l’ipotesi che il nome si riferisca ad un guado sul fiume Senio, proprio vicino all’abitato. Per attraversare il fiume, i cavalli, ovviamente, dovevano bagnarsi.
Qualche informazione storica
Le origini della cittadina sono molto antiche, forse da fare risalire ai Galli, e le testimonianze archeologiche rinvenute sono conservate al Museo Civico di Bologna. Nell’Alto medioevo comunque l’area doveva essere incolta e boscosa e lo sviluppo dell’abitato si ebbe nei secoli che seguirono, soprattutto a partire dal XII con i conti Malvicini. In età moderna si arricchì di diversi monumenti, alcuni dei quali ancora visibili e fu protagonista, durante la Seconda Guerra Mondiale, di un alto atto di solidarietà. Qui infatti si rifugiarono diverse famiglie ebree provenienti da Fiume e dirette in Svizzera per sfuggire ai Tedeschi. In questo ebbero un ruolo fondamentale il cantoniere Antonio della Valle e la famiglia Tambini. Coraggio riconosciuto ufficialmente nel 1974 dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme, che ha conferito loro l’onorificenza di Giusti tra le Nazioni.
Cosa vedere in città
La città è caratterizzate da strade porticate che si irradiano a raggiera partendo da Piazza della Libertà, quella principale, dove si affacciano il Teatro del 1839, costruito dove esisteva il Palazzo Brandolini, il Palazzo Comunale del XVIII secolo, il vecchio palazzo comunale distrutto da un incendio e poi ricostruito e la Torre Civica con il suo orologio.
Da non perdere il complesso di San Giovanni, eretto nel XIV secolo dai monaci camaldolesi e ristrutturato in forme barocche nel XVII, la Collegiata di San Michele Arcangelo, ricca di dipinti sei-settecenteschi, la chiesa del Suffragio del 1637 e gli antichi resti della fortificazione cittadina, come la Torraccia e il Castellaccio.
L’ex convento delle cappuccine
E’ un centro culturale che ospita il Museo Civico (con le sezioni archeologica, etnografica, naturalistica), il Gabinetto delle Stampe Antiche, la Pinacoteca e la Biblioteca Comunale.
Quest’ultima offre una pregevole raccolta di dipinti che vanno dal XV al XVIII secolo, dove spicca la presenza di Bartolomeo Ramenghi, nato a Bagnacavallo alla fine del XV secolo. Nella parte moderna e contemporanea invece trova largo spazio la collezione di Enzo Morelli, artista bagnacavallese nato nel 1896.
La festa di San Michele
Questa festa si svolge nel centro storico, nell’ultima settimana di settembre. Si dice che la sua prima edizione risalga nientemeno che al 1202, quando lo spettacolo veniva dato dalla corsa dei cavalli berberi. Oggi durante i cinque giorni di festa, la città si apre ai visitatori, facendo visitare i palazzi nobiliari e i suoi angoli più segreti. Ovviamente con spettacoli, rassegne e tantissima gastronomia locale.
Mesi precedenti:

)
)
)
)
)
)
)
)
)
)
)
)