Politica
Firmato con l’Italia l’accordo di collaborazione finanziaria
Dopo mesi di attesa la sottoscrizione a Palazzo Begni.
Un’iniezione di fiducia per le banche e l’economia di San Marino. Bilancio Pubblico: 109 milioni di minori entrate e 43 di deficit.
Il percorso cominciato il 31 marzo con l’Accordo di Cooperazione e proseguito con la doppia promozione in sede Ocse e Moneyval ha segnato un’altra tappa importante: la sottoscrizione dell’accordo di collaborazione finanziaria con l’Italia del 26 novembre.
Per San Marino ha firmato il Segretario di Stato agli Affari Esteri Antonella Mularoni, per l’Italia l’Ambasciatore Giorgio Marini. Una buona notizia per il Titano le sue banche e l’economia in generale dopo un 2009 da dimenticare. Ora per chiudere il cerchio della normalizzazione nei rapporti tra i due paesi manca il memorandum di intesa tra le due banche centrali e la firma sull’accordo contro le doppie imposizioni secondo il modello Ocse, dopodichè tutto il pacchetto di intese italo-sammarinesi verrà ratificato ed entrerà in vigore. Un tragitto tortuoso che, questa volta, sembra davvero prossimo al traguardo. E’ un obiettivo vitale per il Titano se si sonsidera che l’Italia “monopolizza” l’import-export con una quota dell’85%.
Economia sammarinese in crisi?
Una volta completato il “riallineamento” del sistema – secondo le nuove regole internazionali e d’intesa con l’Italia – l’economia sammarinese potrà riprendere a marciare smaltendo le tossine accumulate negli ultimi 10 mesi in cui si è stata al centro di una “tempesta perfetta” creatasi con la concomitanza della crisi globale a della crisi con Roma.
Divergono le opinioni ma c’è anche chi sostiene che il peggio debba ancora arrivare e il Bilancio Pubblico per il 2010 sembra essere stato redatto considerando un rallentamento generale dell’economia.
Si prevedono minori entrate per 109 milioni su un volume totale della manovra di circa 800 milioni di euro. Deficit contenuto in circa 43 milioni. Per far fronte al momento difficile il Governo ha scelto la strada del rigore nella Pubblica Amministrazione senza aumentare la pressione fiscale. La linea seguita è stata dunque quella del taglio agli sprechi e ai costi con una riduzione della spesa corrente di 87 milioni rispetto al 2008. Budget invece sostanzialmente salvaguardati per sanità e pubblica istruzione. Ma la prudenza nelle previsioni è stata sufficiente? Molto dipenderà dal contraccolpo dello scudo fiscale sul sistema bancario che incide per il 49% nel gettito fiscale delle imposte dirette. Il rimpatrio in Italia dei depositi dalle banche sammarinesi ha raggiunto in due mesi 1 miliardo e 200 milioni. Se dopo il 15 dicembre – ultimo giorno dello scudo fiscale (salvo proroghe, ndr) – l’emorragia non superasse i 2 miliardi di euro sarebbe un ottimo risultato. Se invece arrivasse ai 3,5 - 4 miliardi l’impatto avrebbe conseguenze visibili: sia sui conti pubblici che in quelli “interni” del sistema bancario.
Ma i problemi dell’economia sammarinese vanno oltre lo “scudo” e sono effetto anche della crisi internazionale. Alcuni numeri ne danno la misura: a fine settembre si è raggiunto il record della disoccupazione con 817 senza lavoro e un tasso del 5,02%; il ricorso alla cassa integrazione è aumentato del 400%; il prodotto interno lordo nel 2009 è diminuito del 2,4%; la produzione industriale è calata del 2% nel primo e dell’1,41% nel secondo quadrimestre; nei primi sei mesi le importazioni sono scese del 23,2% e le esportazioni del 15,2%.
La piccola locomotiva del trenino bianco-azzurro continua però la sua corsa, nonostante sia ancora un’incognita la futura architettura del modello San Marino. E’ vero che i numeri sono per lo più negativi, ma sono meno negativi di quelli della zona Euro. E l’Italia che è il principale partner del Titano con una quota dell’85% dell’import-export sammarinese, viene accreditata come il paese dove la ripresa si farà sentire prima e con maggior vigore.
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