Misteri e leggende

Il corporale di bagno di Romagna






Agli inizi del XV secolo uno strano miracolo stupì tutta la cittadina e i dintorni. Protagonista dell’evento un religioso scettico sulla presenza di Cristo nell’eucarestia. Ovviamente il prodigio spazzò via ogni dubbio.












Bagno di Romagna e la sua basilica
E’ una piccola cittadina che si trova nella valle del fiume Savio, nella provincia di Forlì-Cesena, con una lunga storia alle spalle che risale sicuramente all’età del bronzo. Fu importante centro strategico per le vie di comunicazione e oggi è conosciuto come centro turistico per le stazioni termali, utilizzate ogni anno da migliaia di persone. Uno dei suoi monumenti più importanti è la basilica di Santa Maria Assunta, dove viene tutt’ora conservato un corporale macchiato di sangue. L’oggetto del nostro miracolo.

I dubbi di padre Lazzaro
Nel 1412 era priore della basilica padre Lazzaro, un monaco camaldolese di origini venete. Allora l’edificio religioso di Bagno di Romagna era infatti un priorato dell’ordine fondato qualche secolo da san Romualdo. Mentre stava celebrando la messa, come d’altra parte aveva sempre fatto, il religioso venne assalito da grandi dubbi. Ma nell’ostia e nel vino che simboleggia l’Ultima Cena c’è veramente il Cristo? Una domanda legittima anche per un uomo di chiesa, alla quale sicuramente occorreva trovare una risposta.

Il miracolo  
Domanda legittima ma forse diabolica. La leggenda narra che il monaco aveva appena pronunciato la consacrazione quando il dubbio gli strinse il cuore, facendosi sempre più atroce e insistente. E’ così che, quindi, arrivò un segno dal cielo che se lo sollevò da quella dannazione, stupendo anche tutti i presenti. Il vino versato nel calice iniziò a ribollire come se avesse sotto una fiamma e con quel bollore divenne sangue vivo, uscendo e riversandosi sopra il corporale. 
Lo inzuppò, e il priore esplose in un pianto dirotto come vinto da una commozione estrema. Quando si riprese, ma ancora spaventato, chiamò tutti i presenti per fare vedere cosa era successo. Fu, immagino, una miscela di terrore e felicità.
Padre Lazzaro fu in seguito inviato a Bologna con l’incarico di cappellano del monastero femminile camaldolese di Santa Cristina. Dove mi dicono esserci una epigrafe che, tradotta dal latino, recita così “Il 4 settembre 1416 morì a Bologna il venerabile Don Lazzaro veneziano, priore di Santa Maria in Bagno”. Appena quattro anni dopo il grande miracolo.

Il corporale
Il corporale di lino macchiato di sangue è ancora esistente ed è una reliquia molto venerata. E’ conservato nella cappella del Sacro Cuore della basilica e nel periodo che va da marzo a novembre, viene esposto tutte le domeniche. L’evento miracoloso invece si commemora nel giorno del Corpus Domini. 
Nel 1912 il cardinale Giulio Boschi, arcivescovo di Ferrara, fece celebrare il quinto centenario del prodigio, al quale seguì un convegno di studi eucaristici che portò all’evento una grande fama. Successivamente, nel 1958, S.E. Domenico Bornigia fece eseguire delle analisi chimiche dall’Università di Firenze sulle tracce ancora visibili sul tessuto. Analisi che confermarono la loro natura ematica.



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