Racconti di Vita

Confidenze di un gay




“Ma quello che sento e che sentivo da piccolo non è di comodità o di ignoranza. L’omosessualità è scritta nel DNA, è genetica, si nasce, c’è una predisposizione.”










Di omosessualità si parla o si sente parlare sempre più spesso. Nella cinematografia e nelle piazze,  di recente anche nella cronaca di questa società multi-etnica, mare magnum di modi di vivere alternativi, eco-compatibili o sostenibili in cui tutto e il contrario di tutto si dice e si fa. Un mondo che cambia: il bene e il male hanno contorni sfumati, spesso confusi. Oggi l’infedeltà coniugale non si chiama più adulterio ma “scappatella”, delle coppie che convivono fino a ieri si diceva “vivono nel peccato“ ed essere gay non è una malattia, ma una scelta di orientamento sessuale. “Tutto va bene se si è felici” è il pensiero più in voga. Il fatto che gli omosessuali siano usciti allo scoperto, sgomitando riconoscimenti e diritti ha, però, provocato contraddizioni e contrasti. Soprattutto è stata toccata la suscettibilità di quelle persone sessualmente incerte, impaurite dalla diversità, malate di intolleranza a cui si attribuiscono i recenti fatti di violenza a sfondo razzista o omofobo. Da Roma a Padova episodi emulativi di intolleranza e violenza nei confronti delle coppie omosessuali si rinnovano. Per questo il governo italiano sta pensando a pene più severe contro l’omofobia che comprendano tutti quei reati legati alla discriminazione per orientamento sessuale. 

Ma la comunità gay della Romagna come vive questa dimensione? 
Marco, 40 anni ben spalmati su un metro e ottanta di energia smagliante, phisic-du-role da modello, cade dalle nuvole. “Quando leggo di queste cose ci rimango male, perchè a Roma ci ho vissuto, conosco i locali, il giro, le persone. È un ambiente molto aperto, c’è naturalezza in tutte le cose, anche nei posti che ho frequentato non ho mai visto nessuno che può darci contro o altro. Poi nelle discoteche, nell’ambiente modaiolo riccionese sono tutti gay, travestiti, nessuno si scandalizza. Io ci resto male quando sento queste notizie e mi dico, da noi in Romagna non sarebbe mai successo. 

Eppure l’Italia si colloca nella fascia delle nazioni più omofobe, come la Georgia e la Serbia dove il governo cancellò il Gay Pride. 
Ho viaggiato molto e all’estero certamente c’è più naturalezza : Marocco, Spagna. In Italia siamo un po’ indietro, ma qualcosa sta cambiando, vedi questi ragazzini efebici come i Tokio Hotel ecc... forse tra una generazione non ci sarà più distinzione tra i sessi.

E tu partecipi a queste manifestazioni che inneggiano all’orgoglio gay? 
Non sono un attivista, non perché me ne vergogni, io vivo con un compagno da 6 anni, non faccio finta di essere ciò che non sono. Non fa parte di me, non mi interessano queste manifestazioni, meglio fare le proprie battaglie personali, con la propria esperienza, ma non con la lotta al potere, non è paragonabile alla lotta delle donne, della razza. Ho imparato che se una cosa non puoi ottenerla in un modo la puoi prendere in un altro. Penso che l’intelligenza dell’uomo stia nel fatto di dover tamponare le emergenze

Ma la tua è stata una scelta facile?
Sull’esternare la mia sessualità non ho avuto problemi, quando a 22 anni ho deciso anzi ho sentito che c’era qualcosa che dovevo affrontare, ho coinvolto le persone a me più vicine. Anche perché ho sempre preteso dagli altri sincerità e onestà, ed io ero il primo a non essere sincero e questo mi causava sofferenza e dolore. Sapere di non essere sincero su una cosa fondamentale della vita. 

Come hanno reagito i tuoi?
La cosa bella è che amici cari e parenti hanno detto “embè”! Non è cambiato niente, qualcuno non se l’aspettava, altri l’avevano già capito. Il nonno, sapeva della mia relazione con un compagno. È stato difficile viverla in un contesto sociale, più chiuso di oggi. Ci si poteva sentire soli, non c’era un background. Così ho lasciato che le cose andassero come dovevano andare. 

Ti sei mai sentito solo, emarginato o discriminato?
Solo e preoccupato no. Quando ero piccolo nella loro ingenuità i bambini possono essere anche cattivi. Possono sembrare discriminazioni, ma in fondo non lo sono. Ho provato dolore, quando non lo sapeva nessuno e per primo lo negavo, ho negato l’evidenza, non accettavo di me questa diversità anche per non dare dolore ai miei. C’era il senso di vergogna, dell’essere giudicato e di far soffrire. Poi l’ho verbalizzato e diventi pian piano più presente a ciò che ti accade. Ci vuole grinta, ogni momento è di crescita

Secondo la psicologia, l’omosessuale scappa dalla donna, per la difficoltà di approccio con l’universo femminile, sconosciuto e diverso, per rifugiarsi  in qualcosa di simile 
Io mi rendo conto che il fatto di vivere con un uomo è muoverti in un universo che conosci, che sai. Mentre l’altro microcosmo, la sfera femminile non si conosce. Ma quello che sento e che sentivo da piccolo non è di comodità o di ignoranza. L’omosessualità è scritta nel DNA, è genetica, si nasce, c’è una predisposizione.

E l’ambiente in cui si cresce?
Ci sono molte possibilità derivate dall’ambiente, ma io ho sentito fin da piccolo, anche se non capisci che cosa è. Ricordo l’attrazione verso gli amichetti, piuttosto che verso le amichette. 

Sei religioso?
Lo sono stato, anche un grande attivista nell’Azione Cattolica, c’ero dentro col cuore, molto credente, ma ho visto troppe cose che mi hanno disgustato, della serie “predichi bene razzoli male”. Non capisco perché la Chiesa Cattolica debba privare, con l’obbligo al celibato, quell’istinto che è primordiale, che muove la nostra energia sessuale. Mi sono staccato completamente, ho il mio maestro, sono libero di essere me stesso. Faccio meditazione...

Su cosa mediti? 
In realtà meditare significa non mente, non pensare. In pratica ho fatto spazio dentro di me e sono stato aiutato a chiarire anche i ruoli della famiglia. Mi considero religioso senza riconoscermi in una religione. Secondo me non è importante dire “io sono di quella religione”, ma riconoscere che c’è qualcosa di superiore, tutto ciò che ci circonda è troppo bello per essere frutto del caso. La mia è una religiosità interiore.

Un bilancio della tua vita fino a qui?
Io sono sempre stato felice, ho vissuto intensamente e consapevolmente, senza vergogna, sono rilassato. Si può vivere una vita normale da persona normale, anche se gli altri non ti considerano tale, ma è la cosa più bella. È difficile da uomo vivere la tua sessualità se non la elabori, se non fai un lavoro interiore. Conosco persone che non hanno avuto la possibilità, il coraggio, chiamalo come vuoi, di venire fuori e capire, ma sono rovinati, hanno fatto esperienze ma le tengono nascoste. 

Non ti interessa il giudizio altrui?
Adesso no. Anche perché è molto facile oggi puntare il dito, ma poi proprio quelli che lo fanno frequentano anche transessuali. L’errore più grosso che hanno fatto gli omosessuali è quello di auto-ghettizzarsi, sono stati loro per primi col giudizio stesso a chiudersi. 

E col tuo compagno quando giri per strada come ti comporti? 
Anche se andassi in giro con una donna, non le darei la mano, non sono così romanticone. Quando siamo in giro capita l’abbraccio e non mi vergogno... anzi a volte lo stuzzico apposta, e lui mi dice che sono esibizionista.

C’è fedeltà nella vostra coppia?
Nel mondo omosex non è cosi scontata. Nella mia esperienza non ci sono grandi cose di fedeltà se non c’è l’amore, l’amore con la A maiuscola. Ho letto che la fase dell’innamoramento dura qualche anno ma poi l’ormone che accende la passione scende ed entra in gioco l’amore vero, quello che comprende stima, rispetto, fedeltà, comprensione. La fedeltà è un talento che prima di questa storia non riuscivo ad avere. Anche adesso se vedo un ragazzo che passa sento una certa vibrazione, ma non c’è come prima il desiderio di concretizzare l’atto sessuale, perché sto così bene, ho trovato una persona speciale. Ho visto come tutti, sia uomini che donne, lottiamo una vita per avere sto ca... di AMORE. Poi lo perdiamo, gli facciamo le corna.

Cos’è per te la felicità
La felicità è condividere gli attimi quotidiani della vita, quando ti guardi negli occhi e ti capisci al volo, avere di fianco chi ti sostiene nel momento del bisogno. Ho capito che c’è qualcosa di più, ho capito e sono contento di averlo capito all’età giusta. Non sono per la repressione, la felicità è così semplice, basta trovare l’amore, quello vero.



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