Dopo 10 anni il Coordinamento di Agenda 21 si arrende: “Ci sciogliamo”

Il gruppo denuncia: "Pur non avendo esaurito il proprio compito, non si intende più fornire nessun alibi alle istituzioni ed organismi che da troppo tempo stanno disattendendo impegni solennemente sottoscritti a livello locale ed internazionale, bensì richiamarli fermamente ad onorarli"

Il Coordinamento per l’Agenda 21 a San Marino si scioglie.

Ad annunciarlo è la stessa assemblea del gruppo in una nota alla stampa in cui spiega che “l’autoscioglimento del Coordinamento per l’Agenda 21 a San Marino” è dovuto al fatto che “pur non avendo esaurito il proprio compito, non si intende più fornire nessun alibi alle istituzioni ed organismi che da troppo tempo stanno disattendendo impegni solennemente sottoscritti a livello locale ed internazionale, bensì richiamarli fermamente ad onorarli”.

 

Ecco il comunicato.

 

L’Assemblea del Coordinamento per l’Agenda 21 a San Marino

 

prende atto

che dopo oltre 10 anni di impegno volontaristico e gratuito nel corso dei quali ha realizzato molteplici progetti ed iniziative, non è stato possibile coinvolgere le istituzioni per avviare formalmente e sostanzialmente un percorso di partecipazione corale e responsabile insieme a tutti gli attori della società civile, in modo di arrivare alla stesura condivisa di un’Agenda delle azioni da realizzare nel 21° Secolo per perseguire uno sviluppo sostenibile del Paese ed assicurare alle future generazioni il godimento dei loro diritti;

 

constata con preoccupazione

come la situazione economica, sociale ed ambientale del Paese in questi anni stia progressivamente deteriorandosi divenendo ogni giorno più insostenibile, senza che vi sia una visione condivisa ed un impegno corale sul da farsi. L’autoreferenzialità a livello politico ed istituzionale, la crescente conflittualità tra organi e poteri, sta minando il processo democratico e rischia di accrescere il disorientamento, il senso di sfiducia ed impotenza già presente nella cittadinanza;

 

evidenzia con sconcerto

a fronte di tali criticità, come le istituzioni sammarinesi (Ecc.ma Reggenza, Esecutivi, Segreterie di Stato, Giunte di Castello, forze politiche) che hanno ricoperto ruoli di responsabilità negli ultimi 25 anni non sono state capaci di tener fede agli impegni assunti, sia a livello internazionale firmando la Convenzione di Rio de Janeiro nel 1992, che a livello locale con l’approvazione di un’Istanza d’Arengo nel settembre 2013, in base ai quali avrebbero già dovuto avviare un processo di Agenda 21 Locale sottoscrivendo la Carta Aalborg: il documento che a livello europeo formalizza le tappe e gli impegni di tale percorso;

 

ravvisa con disappunto

come l’unico risultato originato da questi anni di impegno civile sia stato l’inserimento nella revisione del Codice Ambientale, approvata dal Consiglio Grande e Generale nella seduta del 17 gennaio 2017, dell’articolo 10 (che introduce l’articolo 9 bis) nel quale è prevista l’istituzione di un Forum di Agenda 21 e di un Piano di Azione Ambientale. Peccato che:

1. da allora è trascorso ancora un altro anno senza che nulla sia stato concretamente fatto;

2. l’articolato non corrisponda alle modalità previste nella Guida Europea alle Agende 21 Locali;

3. nel Codice Ambientale non sia contemplata la sottoscrizione della Carta di Aalborg;

 

delibera

l’autoscioglimento del Coordinamento per l’Agenda 21 a San Marino in quanto, pur non avendo esaurito il proprio compito, non intende più fornire nessun alibi alle istituzioni ed organismi che da troppo tempo stanno disattendendo impegni solennemente sottoscritti a livello locale ed internazionale, bensì richiamarli fermamente ad onorarli;

 

informa

che ha dato incarico alla Segreteria del Coordinamento di portare a termine gli impegni e le iniziative ancora in essere, nonché di fissare i tempi e le modalità con cui dare attuazione all’autoscioglimento;

 

invita

tutti gli Enti e le Associazioni che hanno dato vita al Coordinamento, nonché le Organizzazioni Sociali ed Economiche e l’intera cittadinanza a non arrendersi alla sfiducia generata dall’inerzia istituzionale di questi anni; a non rassegnarsi al continuo degrado sociale, economico ed ambientale che il Paese sta subendo; a continuare a perseguire con modalità condivise e ritenute possibili la sostenibilità ed i diritti di tutte le persone e soprattutto delle future generazioni, che saranno quelle che più di ogni altro subiranno le tragiche conseguenze dei ritardi, delle mancate scelte e degli errori commessi.