Il 2018 sarà l’anno delle sfide. Da vincere insieme

L'editorale del direttore. L'ostacolo del risanamento dei conti, pubblici e bancari, non sarà facile da affrontare ma insieme possiamo farcela.

L’anno che termina oggi non è stato facile per il nostro paese. Su tutto hanno pesato le vicende del mondo bancario, dalla chiusura forzata di Asset Banca e il congelamento dei conti correnti per quasi sei mesi, all’odissea del bilancio – anzi dei bilanci – di Cassa di Risparmio e il via vai ai vertici, passando per le vicissitudini in Banca centrale, tra denunce, controdenunce, diti medi, silenzi assordanti e dimissioni.

 

Lo scontro politico ha raggiunto livelli mai visti prima con accuse di colpi di Stato, denunce pubbliche di corruzione verso segretari di Stato con tanto di rissa sfiorata in aula, denigrazioni reciproche, manifestazioni e contromanifestazioni davanti a Palazzo Pubblico. Ora, cosa mai accaduta, la “guerra” è scoppiata anche in Tribunale dove i giudici vengono sempre più spesso osannati o attaccati, anche pubblicamente, in base ai fascicoli che si apprestano a vagliare.

 

Il 2017 è stato l’anno del ritorno in Repubblica dei Giochi dei Piccoli Stati ma anche dell’esplosione dello scandalo del calcioscommesse, estremo positivo e negativo di un mondo, quello dello sport, che merita più attenzione e sostegno.

 

La situazione dei conti pubblici è complessa, tanto che il nostro paese si appresta a richiedere un aiuto economico dall’esterno per superare questo momento. Per trovare qualcuno disposto a finanziarci il governo ha già annunciato provvedimenti di austerità -come il taglio degli stipendi pubblici, la riforma delle imposte e delle pensioni – e spending review. 

 

Dunque il 2018 per San Marino e i sammarinesi sarà un anno di sfide.

I tempi dei tre pilastri se ne sono andati (per fortuna) e con loro i soldi facili. Ora occorre rimboccarsi le maniche. 

Per tutto questo non possiamo abbandonarci allo sconforto, all’egoismo e alla rassegnazione. Cittadini, politici, giudici e tutti quanti devono concentrarsi sull’obiettivo da raggiungere che è l’uscita dalle secche del nostro amato paese.  Un esempio è arrivato – una volta tanto – dal Consiglio Grande e Generale dove nell’ultimo giorno di lavori maggioranza e opposizione hanno deposto le armi e raggiunto un accordo. Tutti hanno rinunciato a qualcosa per un bene più grande. Allo stesso modo ognuno di noi nel suo piccolo dovrà rinunciare a qualcosa senza iniziare con il solito benaltrismo, nella consapevolezza che l’ostacolo del risanamento dei conti, pubblici e bancari, non sarà facile da affrontare. E in questo maggioranza e governo hanno il dovere di garantire equità negli interventi anche dolorosi che andranno fatti.

 

Ma insieme possiamo farcela. Abbiamo ereditato la Repubblica più antica del mondo dai nostri padri, e abbiamo il dovere di consegnarla ai nostri figli.

 

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A tutti voi cari lettori, un augurio di uno splendido 2018!

 

Il direttore