“Apple combatta la dipendenza da smartphone da parte dei più piccoli”

Due fondi investitori hanno scritto a Tim Cook per chiedere contromisure su un problema molto sentito negli Usa, citando uno studio: "Affrontare questo tema - scrivono i due enti - consentirà di rafforzare il valore a lungo termine degli azionisti".

Jana Partners e Calstrs, il fondo pensioni degli insegnanti della California, due investitori di Apple, hanno scritto alla compagnia affinché introduca più tutele contro il rischio per i bambini di assuefazione o disturbi mentali per un uso eccessivo degli iPhone. Secondo i due investitori potrebbero esserci “effetti collaterali negativi indesiderati” nell’utilizzo degli smartphone da parte di bambini e adolescenti e pertanto invitano Apple a svolgere ricerche su questo argomento e introdurre limiti di tempo e sui contenuti degli iPhone usati dai bambini.

“C’è la chiara esigenza da parte di Apple – si legge nella lettera inviata alla società – di offrire ai genitori più opzioni e strumenti per aiutarli a capire se i giovani consumatori stiano usando i dispositivi nel modo ottimale”. “Affrontare questo tema – aggiungono i due investitori – consentirà di rafforzare il valore a lungo termine degli azionisti”.

 

Secondo quanto scrive il Corriere della sera, tra le proposte dei due fondi figurerebbero:

  • la creazione di un comitato di esperti, che includa specialisti dello sviluppo dei bambini;
  • la condivisione delle informazioni di Apple con i ricercatori;
  • l’aumento di software che permetta ai genitori più opzioni per la protezione della salute dei loro bambini, visto che esistono ormai numerosi studi che dimostrano come l’uso eccessivo di smartphone e social media ha un impatto negativo sulla salute fisica e mentale dei giovani.

Le nuove tecnologie sono una distrazione in classe, diminuiscono la capacità degli studenti di concentrarsi sui compiti e possono aumentare il rischio di depressione e suicidio, ricordano i due fondi.

 
 

Bloomberg, secondo quanto riporta Repubblica, aggiunge come il problema giovani-tecnologia sia sempre più sentito a livello globale. “Ha fatto notizia la scelta francese di bandire gli smartphone dalle scuole, mentre il co-fondatore di Android – Andy Rubin – ha in programma di sviluppare l’intelligenza artificiale in modo da garantire ai telefoni di compiere le azioni routinarie senza busogno di essere fisicamente impugnati. Al momento, annota l’agenzia finanziaria, Apple ha come restrizione la funzione “Ask to Buy”, che si limita a chiedere il permesso per effettuare acquisti”.

 
 

Per altro, nella lettera dei fondi si cita uno studio della University of Alberta secondo il quale i due terzi degli insegnanti sentiti in un sondaggio dicono che il numero degli studenti distratti dalle tecnologie in aula sta salendo e ben il 75% dice che le abilità “tradizionali” degli alunni stanno sfumando. Da quando le tecnologie “personali” sono entrati in aula, il 90% dei professori vede una crescita delle difficoltà emotive e sociali dei ragazzi.

 

All’inizio di dicembre anche Facebook ha affrontato questo tema, lanciando sul mercato Usa Messanger Kids, una app rivolta agli 800 milioni di utenti della sua applicazione di messaggistica, la quale consente di scambiare messaggi sin da piccoli, ma sotto il controllo dei genitori.

 

L’obiettivo di Facebook è quello di sfruttare il business dell’utilizzo dei social network da parte dei più piccoli, ma tutelando la fascia di età tra i 6 e i 12 anni. Questa fascia di età ha recentemente destato forti preoccupazioni a causa dei video clone dei cartoni animati, in versione violenta diffusi in Rete, specie su YouTube. Per ora Messenger Kids verrà installata in prova per alcuni gruppi di utenti su iPhone e iPad (Apple iOS), per mandare messaggi e fare videochat, ma sarà presto inclusa tra le app di Google e Amazon (Android).

 
Fonte: agi.it