Crisi, Usc: “Contratto di solidarietà anche nella Pa”

L'associazione dei commercianti bacchetta il governo: "Fin dal principio, abbiamo riposto fiducia nel programma del nuovo governo che poneva le basi per dare una sferzata, un cambio di marcia al sistema e un importane segnale al mondo delle aziende private. Rimaniamo ancora in attesa".

[Riceviamo e pubblichiamo]

LA MUCCA HA FINITO IL LATTE, E ADESSO DOVE SI VA A MUNGERE?

Continuiamo a perseguire le solite azioni di denigrazione ottenendo gli stessi risultati, oppure iniziamo a cambiare atteggiamento?

Alcune parti sociali, per non dire la maggior parte, utilizzano ancora lo stesso atteggiamento: screditare gli altri senza farsi un minimo di esame di coscienza. Uno dei principali “mali” del nostro Paese è l’aver fatto credere, soprattutto ai lavoratori dipendenti, in particolare a quelli della pubblica amministrazione, che lo status quo sarebbe durato in eterno continuando con lo stesso atteggiamento e mantenendo gli stessi privilegi di sempre. Come dire a qualcuno che per avere dei bei pettorali le flessioni le può fare qualcun altro per te!

Riconosciamo che in alcuni casi lo Stato debba fare da “paracadute” ma, l’affermazione apparsa sui quotidiani che definisce certi stipendi “ammortizzatori sociali”, è avvilente e inopportuna; lo stipendio va percepito in base alla personale produttività nei confronti di se stessi e del proprio datore di lavoro, sia pubblico che privato. La formazione personale, per il lavoratore deve essere un valore aggiunto e un bagaglio culturale, che ogni individuo potrà sfruttare al meglio per la futura crescita professionale e che porterà con sé in ogni ambiente lavorativo, sia pubblico che privato.

 

La USC, fin dal principio, ha riposto fiducia nel programma del nuovo governo che poneva le basi per dare una sferzata, un cambio di marcia al sistema e un importane segnale al mondo delle aziende private. Rimaniamo ancora in attesa. Attendere prego!

Nel gruppo di lavoro sulla Spending Review si è proposto, come avviene tuttora per le aziende private in difficoltà, di applicare il principio del contratto di solidarietà anche nella Pubblica Amministrazione, inoltre, come avviene da diversi anni, molte aziende sono state costrette alla riduzione delle spese e ad ottimizzare la produttività del proprio personale; ci chiediamo perché gli stessi provvedimenti non vengano adottati anche nella Pubblica Amministrazione.

 

I termini o gli slogan come lo sviluppo, la crescita e l’incremento delle entrate resteranno utopia dato che l’atteggiamento tenutosi per decenni è sempre lo stesso da parte di tutti Noi. Il Noi comprende: parti sociali, dipendenti, aziende e Stato. In poche parole, il Nostro Sistema Paese.

Se continuerà a perseverare il permissivismo di convenienza individuale, senza stabilire quale sia il giusto atteggiamento da perseguire e divulgare alla collettività, sarà sterile ogni tentativo di cambiamento e continueremo a denigrare tutti tranne noi stessi.

È stato fatto credere alla collettività che avremmo combattuto l’evasione e sarebbero emersi i redditi reali grazie all’emanazione di ulteriori nuove norme; mentre alla richiesta di prestiti prima casa per i nostri figli viene pretesa l’ipoteca anche dei coppi del tetto del vicino di casa, si viene a conoscenza, un bel giorno, che dallo stesso sistema finanziario sono stati “regalati” quasi 2 miliardi di euro senza chiedere le giuste garanzie ai “responsabili”, da qui il grosso peso e problema degli NPL che ricade sull’intera collettività.

 

Ripetiamo quasi 2 miliardi perché sono l’equivalente di quasi 4 volte il bilancio attuale della Repubblica di San Marino. Che cosa ci possiamo “inventare” ancora?!?! Chi ha permesso o sta permettendo tutto questo?!?! Ricordiamoci che, da quella mucca, tutti Noi abbiamo bevuto lo stesso latte! E adesso dove si va a mungere?

 

Unione sammarinese commercio e turismo