Dai nuovi Capitani Reggenti “l’incoraggiamento a non abbattersi mai”

Palmieri e Ciacci, nel primo discorso poco prima dell'insediamento, lanciano un messaggio di speranza e unità al paese. E alla politica rivolgono un "accorato appello ad anteporre alle ragioni individualistiche e di parte, la forza del nostro Paese e delle sue antiche Istituzioni, la sua spinta ideale, la sua eredità storica, la sua vocazione attuale, l’amore, costante e prioritario, verso i suoi cittadini"

S. E. Stefano Palmieri e S.E. Matteo Ciacci

È un appello all’ottimismo e all’unità quello che i Capitani Reggenti Stefano Palmieri e Matteo Ciacci hanno lanciato nel tradizionale primo discorso effettuato durante la cerimonia di insediamento questa mattina.

Da Palazzo Valloni i due, dopo aver omaggiato Sua Eccellenza Monsignor Emil Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico e Decano del Corpo Diplomatico e Consolare, hanno indicato i temi principali che affronteranno in questi sei mesi in carica: maggior integrazione con l’Europa, progetti di micro accoglienza di migranti, piano di stabilità nazionale.

 

A questo proposito Palmieri e Ciacci hanno da un lato ammonito la politica ad essere meno rissosa in vista delle difficili sfide da compiere, e dall’altro hanno lanciato un messaggio di fiducia alla popolazione: “All’assunzione del più alto incarico dello Stato – hanno detto –  desideriamo rimarcare con forza e diffondere nei nostri cittadini l’incoraggiamento a non abbattersi, mai, ed a sentirsi confortati da un sistema statuale che i più guardano con convinta ammirazione”.

Ecco dunque il discorso integrale.

 

 

 

La Reggenza esprime sentimenti di viva gratitudine a Sua Eccellenza Monsignor Emil Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico e Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato in Repubblica, per l’alto messaggio augurale appena rivoltole, che racchiude un profondo rispetto per le massime Istituzioni sammarinesi, un’ampia conoscenza dei principi storici di democrazia e di libertà che le sorreggono, nonché un’esatta percezione del percorso di progressiva apertura a livello internazionale, nella costante valorizzazione delle prerogative sovrane dell’antica Terra della libertà.

Grazie, Gentile Eccellenza, per le Sue parole così cortesi, fiduciose e profonde che ha inteso rivolgere all’antica Repubblica e alle sue più alte Istituzioni, nell’ambito del primo indirizzo augurale che Ella pronuncia, in seguito al Suo più recente accredito in Repubblica; un augurio che ricambiamo sentitamente, per un proficuo espletamento del Suo alto mandato.

Con viva soddisfazione richiamiamo al riguardo in questa occasione e dinnanzi all’Alto Plenipotenziario della Santa Sede, la più recente Udienza Pontificia concessa dal Santo Padre ai Capitani Reggenti in carica solo qualche giorno fa; l’incontro in Vaticano ha certamente rappresentato per i Capi di Stato una straordinaria opportunità di confronto con un Pontefice che, con atteggiamento benevolo, esprime carisma e qualità esclusive, ed è stato altresì testimonianza di un’ identità comune di vedute e di principi, che nasce dai più profondi valori storici e spirituali.

 

L’avvicendamento semestrale alla Suprema Magistratura dello Stato consolida i principi democratici statuali di indipendenza e di libertà, rinnovandone il valore e la pregnanza, soprattutto nella testimonianza che gli stessi offrono alla Comunità degli Stati, oggi qui rappresentata dal Corpo Diplomatico e Consolare accreditato, al quale desideriamo rivolgere il nostro più cordiale saluto, unito ai sentimenti di stima e considerazione deferente per le alte funzioni espletate.

La Repubblica di San Marino siede oggi, con dignità e autorevolezza, al fianco degli Stati e degli Organismi multilaterali; crede e promuove convintamente forme di cooperazione internazionale e si adopera per la progressiva estensione delle relazioni, capaci di creare e sostenere crescita e sviluppo.

 

 

Illustrissimi Rappresentanti del Corpo Diplomatico e Consolare, ad ogni Stato o Organizzazione che oggi siete qui a rappresentare, San Marino guarda con particolare interesse, nel desiderio di stabilire margini di collaborazione e di intesa, rapportati alle singole entità; da questo proposito discende una sempre più approfondita necessità di conoscenza delle peculiarità di ognuno ed una conseguente disponibilità – e la Repubblica conferma il già avviato percorso – ad intessere legami utili a sviluppare concrete cooperazioni negli ambiti economico-commerciale, culturale, turistico e sociale, nell’ottica di un’internazionalizzazione oramai non più differibile.

 

 

Nell’articolato panorama delle relazioni bilaterali, la Reggenza richiama con soddisfazione il rapporto speciale ed esclusivo che la Repubblica intrattiene con l’amica Repubblica Italiana, ed è particolarmente lieta di salutare con calore e deferenza il suo Alto Diplomatico, l’Ambasciatore Guido Cerboni.

 

San Marino può oggi vantare con orgoglio un rapporto di rinnovata piena fiducia tra le Istituzioni dei due Paesi, con ricadute evidenti sulla serenità dei rispettivi Popoli.

 

 

Siamo in una relazione dinamica che ci consente di affrontare i temi propri del rapporto bilaterale e le comuni sfide a livello multilaterale in uno spirito di feconda collaborazione e nel rispetto delle specificità di ognuno; anche per questa ragione, in questa solenne cerimonia, desideriamo rimarcare l’atteggiamento proattivo che l’Italia non manca di offrire alla Repubblica, anche nell’attuale percorso di maggiore integrazione europea.

 

 

Con sentimenti di alto onore e di viva soddisfazione la Reggenza accoglie oggi il giornalista italiano Paolo Mieli, nella veste che ha accettato di ricoprire, di Oratore Ufficiale dell’odierna Cerimonia di Insediamento.

 

 

Paolo Mieli è un volto noto e stimato del giornalismo italiano e non soltanto, un saggista, uno storico, già ai vertici redazionali dei più importanti quotidiani italiani, uno stimato autore di numerose pubblicazioni ed anche un amico della Repubblica di San Marino.

In virtù di questa amicizia, sviluppata in via prioritaria nell’ambito dell’emittente radiotelevisiva sammarinese, ha offerto la propria disponibilità ad adempiere, oggi, ad un incarico tanto caro alle Istituzioni e al Popolo sammarinesi, per l’alta ritualità che da tempo immemore risiede nelle funzioni dell’Oratore Ufficiale.

 

Siamo certi che l’Illustre Ospite della Repubblica saprà interpretare anche questo ruolo con saggezza e perspicacia, trasmettendo al pubblico presente e a tutti gli ascoltatori le acute suggestioni che Lo ispirano, in relazione alla ben nota “libertà perpetua” di quest’antica Repubblica.

 

 

Lo scenario internazionale del periodo attuale induce a riflessioni che sono oggi proprie dell’intera Comunità di Stati e che trascendono i confini delle singole Nazioni;

San Marino è impegnata in prima linea nella piena difesa dei diritti umani e partecipa ad ogni forum di discussione e all’attività di tutti gli organismi multilaterali che si pongono a loro difesa, nell’assunto che la forza del dialogo e l’esempio di realtà statuali da sempre ispirate a principi neutrali e pacifisti, possano trasmettere valori non negoziabili, che sono stati e che sono tutt’ora a fondamento delle Istituzioni e della vita dei sammarinesi.

 

 

In relazione alla futura maggiore integrazione europea, assistiamo ad una sensibile accelerazione del percorso negoziale che sta conducendo la Repubblica verso l’adozione di un Accordo di Associazione, in stretta intesa con Monaco e Andorra; un percorso che sta richiedendo un cambio di passo anche a livello culturale, per la necessaria apertura a riorganizzare assetti oramai consolidati a livello giuridico, normativo, economico e sociale, e che richiederà un rinnovato impegno delle Istituzioni, dei servizi interessati e dell’intera collettività.

 

 

 

La Reggenza esprime fiducia e incoraggia le Parti coinvolte ad un’azione energica, perseguendo l’esclusivo obiettivo di offrire a tutti i sammarinesi l’opportunità di accedere al Mercato Unico Europeo, in cui poter esprimere le potenzialità di cui disponiamo in condizioni equivalenti ai membri effettivi dell’Unione; tale sentimento fiducioso scaturisce anche dal profondo rispetto che le massime Autorità europee nutrono nei confronti delle peculiarità del nostro Stato.

 

 

Il semestre che si apre richiama nella Reggenza un preciso dovere, istituzionale e personale, di trasmettere ai cittadini sammarinesi, dentro e fuori dai confini, il proprio calore e la propria vicinanza, confermando la piena volontà di prestare ascolto alle legittime istanze ed assicurando loro il fedele esercizio delle più alte funzioni di Garanti delle Istituzioni.

 

 

San Marino è oggi un Paese che sta modificando la sua fisionomia e trasformando la sua capacità di incidere nei percorsi di crescita e sviluppo delle sue Istituzioni statuali e del relativo comparto economico e sociale.

 

 

Desideriamo in questo semestre accompagnare il percorso di trasformazione in atto, mantenendo un doveroso equilibrio tra le ragioni delle scelte di prospettiva, insite nell’effettivo rilancio dell’economia reale, e le legittime aspettative di un Paese che sta lentamente uscendo una contrazione economica che l’ha sensibilmente provato.

 

 

Siamo certi – e nel nostro ruolo super partes manterremo alto il livello d’ascolto nei confronti dei nostri cittadini – che San Marino possieda le risorse adatte a gestire un passaggio necessario per il suo nuovo riposizionamento.

 

 

Ci adopereremo per trasmettere in ciascun sammarinese la consapevolezza di dover camminare insieme per l’affermazione di uno Stato sempre più attrattivo e moderno; uno Stato in cui sentirsi sicuri, garantiti da un sistema giudiziario che possa appieno essere riconosciuto nei suoi presidi connaturati di autorevolezza e imparzialità, uno Stato affidabile e trasparente, che adatta la produzione normativa e la sua applicazione alle esigenze di sviluppo e competitività.

 

 

La Repubblica non ha mai segnato battute d’arresto nella sua capacità di adattamento ai cambiamenti sistemici e alle esigenze della società in evoluzione; ancor più oggi siamo tutti chiamati ad accogliere il nuovo modello di sviluppo del Paese con un approccio mentale adeguato e con la cognizione di dover accompagnare il processo evolutivo con la dovuta apertura al cambiamento.

 

 

E’ proprio nel concetto dell’accoglienza che la Repubblica e i suoi cittadini esprimono un segno distintivo della propria identità, che fa onore alla sua storia e alle sue stesse tradizioni;

un’accoglienza che possa esprimere anche un potenziale di solidarietà e sussidiarietà a fronte delle più recenti politiche migratorie, che intercettano le coscienze degli Stati e inducono a responsabilità condivise, sulle quali ogni comunità è chiamata a fare la propria parte.

 

 

Con orgoglio la Reggenza sottolinea al riguardo le più recenti traiettorie stabilite a livello consiliare, che promuovono micro progetti di assistenza ai migranti, particolarmente mirati alle risorse e alle capacità statuali, ma che si inscrivono nello spirito di fraterna accoglienza di cui la Repubblica ha sempre dato prova.

 

 

In apertura del semestre reggenziale, ci sta particolarmente a cuore invocare una forte coesione tra i cittadini ed un rinnovato senso di unità che, intimamente correlati agli stessi concetti di democrazia e di libertà, costituiscono tutt’ora energie vitali permanenti per la nostra società e per il nostro Paese.

 

 

Il passaggio ad un modello di sviluppo virtuoso e competitivo, riconosciuto dai più rilevanti partner a livello bilaterale e dalle maggiori Organizzazioni internazionali, ha segnato un punto di non ritorno a livello di maturità politica e di volontà di innovazione nella continuità.

 

 

Siamo convinti che il percorso intrapreso con marcata determinazione e dialettica aperta conduca San Marino ad un adeguato riposizionamento che non trascuri, bensì valorizzi, le soggettività istituzionali e sociali di cui si compone.

 

 

Riteniamo convintamente che l’inasprimento di conflittualità che, in certa misura, risiedono nella dialettica politica aperta e plurale, debba oggi cedere il passo ad atteggiamenti di maggior maturità prospettica e di più attenta riflessione sull’ineluttabilità di scelte strategiche per lo stesso futuro del nostro Paese.

 

 

In questa direzione, va ulteriormente promosso e incoraggiato un dialogo istituzionale permanente, che nella scrupolosa osservanza della separazione dei poteri dello Stato e nel libero e civile confronto tra le differenti opinioni sappia affermarsi sempre, nella costante ispirazione ai principi del rispetto, della legalità e dell’etica pubblica.

 

 

Nel ruolo super partes che ci appartiene, assicureremo ai nostri cittadini l’attento e scrupoloso controllo sulle attività degli organismi istituzionali ed attribuiremo prioritaria centralità alla difesa degli interessi della nostra comunità, in primis dei più deboli e dei giovani.

 

Ci preme, in particolare, rivolgere con simpatia e benevolenza un pensiero di fiducia e di speranza ai nostri giovani cittadini, portatori di generoso entusiasmo e animati da spirito di verità.

 

Siamo assolutamente consapevoli che la società confida fortemente sulla vostra passione, sui vostri sogni, sulla vostra carica di energia pulsante per la costruzione di un futuro più luminoso ed è preciso dovere delle Istituzioni ascoltare la vostra voce, dare risposte valide ai vostri interrogativi, arginare le vostre paure, rassicurarvi e incoraggiarvi, sempre.

 

Nella particolare contingenza di un semestre che vede ascendere al più alto incarico dello Stato un giovane che sente, tra l’altro, la piena responsabilità di interpretare il pensiero di tanti coetanei, la Reggenza intende assicurare che sarà al loro fianco e sosterrà ogni opportunità che possa valorizzarne potenzialità e talento.

 

I giovani sono la forza di ogni società, il più prezioso bacino di risorse, cui vanno garantite tutte le possibilità di formazione e le opportunità di scambio e confronto con contesti allargati alle frontiere nazionali, per far maturare quello spirito di apertura possibilista verso il nuovo, inteso come “altro da ciò che siamo già e in cui già ci riconosciamo”.

 

 

Allo stesso tempo non rinunciamo a sospingerli verso una piena partecipazione alla vita pubblica, al dibattito aperto e costruttivo sulle sfide del presente e del futuro, con senso critico e sacrificio, convinti che solo dall’esperienza diretta e partecipata scaturirà quell’alto senso dello Stato, che rappresenta la più alta aspirazione a divenire artefici del bene comune.

 

 

La Reggenza non mancherà di sostenere e difendere ogni provvedimento che regolamenti e tuteli la Famiglia e il pieno rispetto dei suoi componenti e vigilerà affinché i più recenti provvedimenti in corso vengano attentamente considerati nella loro portata innovatrice e garantista.

 

 

Allo stesso tempo, plaude al lavoro ad oggi intervenuto per la piena difesa dei diritti delle donne, particolarmente indirizzata a regolamentare ulteriormente la parità giuridica e la piena espressione del suo ruolo nei differenti contesti, nonché a prevenire e contrastare la violenza in ogni sua forma, anche alla luce dei disposti internazionali che in Repubblica sono ora pienamente recepiti.

 

 

All’assunzione del più alto incarico dello Stato, desideriamo rimarcare con forza e diffondere nei nostri cittadini l’incoraggiamento a non abbattersi, mai, ed a sentirsi confortati da un sistema statuale che i più guardano con convinta ammirazione; ogni cittadino deve sentirsi tutelato da uno stato sociale che si fa carico delle misure più adeguate a permettere transizioni economiche non sempre di sereno impatto, così come da un’ampia protezione accordata alla sua dimensione individuale e in rapporto alla sua sfera associativa, dalla famiglia al mondo del lavoro, dalla dimensione del volontariato al ruolo di servitore dello Stato.

 

 

Senza distogliere lo sguardo dalle perduranti preoccupazioni che, ancor oggi, sono proprie di processi evolutivi le cui positive ricadute non sono ancora pienamente percepite, stimoleremo un’azione energica, atta a garantire le migliori condizioni di sostenibilità economica in capo ai cittadini;

 

è pertanto vivo auspicio che la crescente affidabilità delle nostre Istituzioni e i traguardi evidenti già raggiunti a livello interno ed internazionale, infondano una nuova e piena fiducia in un sistema Paese aperto al processo di internazionalizzazione ma con occhio attento alla salvaguardia delle sue specificità.

 

 

I nostri alti ideali rappresentati dagli stessi simboli di libertà e di democrazia, devono ancor oggi sfidarci ad andare avanti e a rimuovere gli ostacoli che limitano diritti ed opportunità, anzitutto alle generazioni più giovani. Gli stessi ideali ci consegnano, infatti, uno spirito positivo di comunità, la consapevolezza storica di una forza, ideale e morale, che ha travalicato i secoli e si è affermata oggi in uno Stato che richiama al più forte senso di appartenenza, nel solco dei traguardi di civiltà raggiunti.

 

 

In questo spirito rivolgiamo un accorato appello ad anteporre alle ragioni individualistiche e di parte, la forza del nostro Paese e delle sue antiche Istituzioni, la sua spinta ideale, la sua eredità storica, la sua vocazione attuale, l’amore, costante e prioritario, verso i suoi cittadini.

 

I Capitani Reggenti sono e saranno al vostro esclusivo servizio.