Dall’opposizione azione di sindacato contro i Reggenti Fiorini Carattoni

Rappresentanti di tutti i partiti di minoranza hanno depositato il documento di accusa per aver promulgato il bilancio 2018 in assenza delle coperture finanziare per ottemperare alle perdite previste nell'ultimo bilancio di Cassa di Risparmio. Ora la palla passa al Collegio Garante

I Capitani Reggenti Matteo Fiorini e Enrico Carattoni

Tutte le forze di opposizione hanno firmato e depositato richiesta di sindacato nei confronti degli allora Capitani Reggenti Matteo Fiorini ed Enrico Carattoni. 

 

La richiesta è stata depositata venerdì ed è siglata da Matteo Zeppa e Andrea Giani di Rete, Federico Pedini Amati e Emanuele Santi per Mdmsi, Alessandro Mancini e Giovanna Cecchetti per il Ps, Marco Gatti e Pasquale Valentini per la Dc, Iro Belluzzi e Matteo Rossi per il Psd.

 

 

Il documento è indirizzato ai membri del Collegio Garante della Costituzionalità delle norme che per legge ha il dovere di vagliare la richiesta entro cinque giorni. Dunque entro mercoledì 18 i Supremi Giudici dovranno verificare l’ammissibilità della denuncia. “In caso di ammissibilità – prevede la Legge n. 55 del 2003 – assegna il termine di venti giorni per consentire il deposito di memorie e deduzioni, nonché l’indicazione dei mezzi di prova.

 

 

L’accusa mossa agli ex Reggenti è di aver promulgato la Legge n. 147 del 2017, il bilancio previsionale dello Stato per il 2018, seppur “priva – si legge nelle conclusioni della richiesta – delle necessarie coperture finanziarie rispetto agli impegni assunti in merito alle perdite e rilevazioni contabili ex “voce 120” di Cassa di Risparmio. Al punto che la violazione di per se supera il dettato costituzionale (ultimo comma art. 3 bis della Carta dei Diritti), poiché è la stessa norma – che avrebbe dovuto prevedere le coperture finanziarie – ad ignorare l’atto di spesa”.

 

Dunque nel bilancio 2018 non sarebbero state previste le coperture finanziare per ottemperare alle perdite previste nell’ultimo bilancio di Cassa di Risparmio.

 

Per questo, è l’accusa, con la loro firma i Capi di Stato hanno “violato i disposti dell’articolo 3 e dell’articolo 3 bis della La Legge 8 luglio 1974 n. 59, così come modificata dalle Leggi 19 settembre 2000 n. 95 e 26 febbraio 2002 n. 36 e dalle Leggi Costituzionali 28 aprile 2005 n. 61 e 14 dicembre 2005 n. 182 (Dichiarazione dei Diritti dei Cittadini e dei Principi Fondamentali dell’Ordinamento Sammarinese) non ottemperando ai propri doveri di verifica di conformità formale o sostanziale della legge rispetto ai principi contenuti nella Dichiarazione dei Diritti e di garante dell’ordinamento costituzionale”.

 

 

“Tale mancanza – si legge nelle conclusioni del documento depositato – nella fattispecie, assume ancor più vigore se si considerata la natura e la valenza dell’intervento normativo interessato, trattandosi della legge finanziaria, strutturale e di primaria rilevanza per lo Stato nel suo complesso. Ciò avrebbe, a maggior ragione, dovuto imporre un approccio diligente, prudente ed equilibrato da parte della Reggenza all’atto della promulgazione, sensibile al rigoroso rispetto dei precetti costituzionali, vista e considerata la primaria funzione di garante dell’assetto istituzionale”.

 

 

“Vi è inoltre l’aggravante” – aggiunge l’opposizione – di non aver verificato le denunce che gli esponenti di minoranza avevano sollevato durante il dibattito della Finanziaria, proprio riguardo alla mancanza di copertura per il bilancio di Carisp. “Presumibilmente – rincarano la dose i firmatari – [i Reggenti] non hanno avviato alcuna verifica ma hanno sostanzialmente aderito alla posizione del Governo ed in particolare del Segretario di Stato alle Finanze Celli, senza invece attivare tutti i presidi di controllo – formale e sostanziale – che le norme costituzionali attribuiscono Loro”.