Finanziaria, la sintesi dell’ultimo giorno di lavori

Accolti diversi emendamenti dell'opposizione. Tante le novità.

         Dopo quattro giorni e 70 ore continuative- anche notturne- di dibattito, si è concluso l’esame del Bilancio di previsione 2018, approvato ieri sera con 32 voti a favore 21 contrari.

Ecco il riepilogo dei lavori dell’ultimo giorno a cura della San Marino News Agency.

            

           È proseguito quindi senza stop, per tutta la notte di giovedì, l’esame dell’articolato della legge di Bilancio  previsionale 2018, affrontando e licenziando due dei provvedimenti più discussi: minimum tax e -nelle prime ore del giorno- la patrimoniale. Dopo una breve pausa dei lavori, in prima mattinata, nella giornata di ieri si è proseguito  dall’articolo 37Imposta speciale di bollo sui servizi di agenzia, di rappresentanza, di commercio, e similari’. Con la presentazione di Dim dell’emendamento 37 ter “Pubblicazione dei dati societari”, si arriva a una versione concordata con il governo che viene approvata a maggioranza.

            Si passa a parlare di spending review e Pa dall’articolo Art.38 “Disposizioni relative al contenimento dei costi del personale del Settore Pubblico Allargato e alla revisione della spesa pubblica” che, rispetto la versione in prima lettura, con l’emendamento del governo, viene modificato e prevede, tra l’altro, l’impegno del Congresso di Stato a presentare al Consiglio Grande e Generale, entro il 30 aprile 2018, il “piano esecutivo pluriennale” delle misure finalizzate alla riduzione della spesa corrente- di cui per il 2018 è prevista la soglia del 2,5%-  e della sua riqualificazione L’articolo estende inoltre l’applicazione anche per il 2018 delle riduzioni straordinarie delle indennità di funzione (al 10%) e il tetto del 20% delle ore di straordinario, le indennità di funzione dei dirigenti vecchio regime. Il segretario di Stato per gli Affari Interni, Guerrino Zanotti, spiega quindi che, nella nuova versione dell’articolo,“sulla base risultanze della relazione sulla spending review, si prevede una serie di interventi da attivare sulla spesa corrente per raggiungere l’obiettivo della riduzione del 2,5%, per quel che riguarda interventi di natura contrattuale, l’intendimento è quello di seguire il normale confronto con le parti sociali”.  Diversi gli emendamenti ritirati da Dim in quanto ritenuti superati dalla versione presentata in seconda lettura, respinti quelli di Ps e Dim rimasti in votazione.
            Il confronto in Aula si concentra poi sul tetto degli stipendi per i dipendenti pubblici con la presentazione dell’emendamento 38 bis del Pdcs, discusso insieme all’emendamento del governo 39 bis.  La proposta del Pdcs è di prevedere che ogni deroga prevista dalla legge che istituisce il tetto dei 100 mila euro di stipendio passi al vaglio del Consiglio Grande e Generale e sia approvata con maggioranza qualificata dei 2/3. Mentre l’emendamento 39 bis “Interpretazione autentica dell’articolo 1 della Legge 23 agosto 2016 n.113”, nasce perché , come Roberto Giorgetti di Rf, “a  distanza di un anno e mezzo dall’applicazione della legge fatta dopo il referendum, si sono creati problemi di cui stanno prendendo contezza anche i nostri cittadini, in primis, il problema della reperibilità dei medici”. Nell’emendamento viene chiarito che dal computo dei 100 mila euro sono esclusi i compensi per il lavoro straordinario e/o festivo, l’indennità di anzianità,gli assegni familiari e le indennità di trasferta. Non solo: per il personale sanitario medico non si considerano “i compensi per la reperibilità e i proventi dell’attività libero professionale”. E si dà mandato al Congresso di Stato di elaborare “entro il 30 giugno 2018 una proposta di disciplina del tetto massimo”. Pasquale Valentini, Pdcs, solleva il problema della retroattività della norma, poiché si prevede l’applicazione anche ai contratti già stipulati. Luca Boschi, C10, risponde che intervenire con la retroattività  “permette di eliminare le storture”, di stipendi non corrispondenti all’organigramma. Molto critici i consiglieri del Psd, Iro Belluzzi  e Dalibor Riccardi. “Ho paura che si perda sempre più di credibilità- manda a dire il primo-  nel vedere nellalegge più importante, la Finanziaria, un articolo che interpreta una norma che è frutto di un referendum”.  Riccardi punta il dito contro l’esclusione dal limite massimo di straordinari, anzianità, lavoro festivo. “La gente che ha uno stipendio sa come è fatta una busta paga- lamenta- e si sente presa per i fondelli e anche io mi sento preso per i fondelli”.  Alessandro Mancini, Ps, anticipa il voto contrario del suo gruppo: “Non mi piace risolvere il problema con questo articolo in Finanziaria, nel frattempo si poteva fare un testo legsialtivo nuovo, con questa interpretazione si va contro la volontà dei cittadini”.  “Non possiamo venire qui a dire che facciamo una intepretazione autentica di un quesito posto ai cittadini- stigmatizza Federico Pedini Amati, Mdsi- non è corretto”. Per Gian Matteo Zeppa, Rete, l’emendamento “non è altro che una forzatura bella e buona”. Voce fuori dal coro del suo gruppo Marco Nicolini, Rete, che a titolo personale annuncia il suo sostegno alla proposta del governo. Per Giuseppe Maria Morganti, Ssd, attraverso l’emendamento  “va riconosciuto il  coraggio per chi affronta il tema del tetto degli stipendi in modo così diretto”. Scettico Marco Gatti, Pdcs: “C’è un volere della cittadinanza molto chiaro, poi possiamo fare tutte le interpretazioni che vogliamo ma non sono quelle della cittadinanza”. Infine, il Segretario di Stato Simone Celli esprime parere negativo rispetto all’emendamento del Pdcs perché “si pone in contraddizione con il nostro che è  una interpretazione autentica di una normativa già esistente, diversa è la proposta Pdcs che comporta una modifica in antitesi, non complementare”.  Con l’emendamento del governo, “diamo una soluzione- prosegue- a una scorretta applicazione normativa che c’è stata fino ad oggi, poi diamo una serie di indicazioni per calcolare il tetto dei 100 mila euro lordi, escludiamo una serie di voci dalla retribuzione e indichiamo le figure apicali cui si fa riferimento”. L’emendamento del Pdcs viene respinto, accolto quello del governo.

            Dopo l’intesa raggiunta dai capogruppo riuniti in ufficio di Presidenza, i lavori subiscono un’accelerata: si decide infatti di ritirare numerosi emendamenti e limitare gli interventi per terminare l’esame del bilancio e così la seduta entro la giornata. Si procede con l’esame e si segnala l’accoglimento di diversi emendamenti a seguito di accordi intercorsi tra opposizione, in particolare Dim e Pdcs, e governo.
            Democrazia in movimento concorda infatti con il governo l’emendamento 40 ter sulla Configurazione del reato di appropriazione indebita per il mancato versamento dei contributi previdenziali. Così lemendamento 40 quaterPiano Nazionale Pluriennale” su proposta del Pdcs viene condiviso con maggioranza e governo.  La proposta prevede l’elaborazione di un Piano Nazionale pluriennale di interventi tecnici, concertato con le categorie economiche, sociali e politiche, per consolidare e favorire la crescita economica del Paese. Il capogruppo di Ssd Giuseppe Morganti sottolinea la soddisfazione per l’intesa raggiunga sull’emendamento che rappresenta “un momento importante di convergenza sulle politiche necessarie da fare per il Paese su cui ci si muoverà all’unisono”. 
            Accolto con applauso in Aula l’accoglimento dell’emendamento di Dim per incentivare il turismo matrimoniale sul Titano anche a coppie dello stesso sesso (Art. 45 bis, Turismo matrimoniale): 25 i voti a favore, 20 contrari e 5 astenuti per una proposta su cui il Segretario di Stato Celli non ha espresso orientamento del governo, aprendo ad ogni risoluzione. Dubbi espressi invece dal consigliere Marina Lazzarini, Ssd, sull’applicabilità della norma, alla luce della mancanza di una normativa sulle coppie di fatto in Repubblica.  
            Licenziato l’Art. 46 che istituisce l’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio”, all’articolo 50 , Pdcs e governo concordano un emendamento sulla concessione del permesso di soggiorno per motivi imprenditoriali agli amministratori delegati e include anche la proposta del Psd sulle residenze ai frontalieri. L’Aula accoglie poi a maggioranza un altro emendamento di Dim, l’Art. 52 bis “Open week dei Castelli”, per istituire “a rotazione nei vari castelli della Repubblica, speciali periodi settimanali di carattere commerciale e turistico definiti “open week dei castelli”. Concordato con il governo anche l’emendamento Dim “53 nonies” sui controlli di adeguata verifica dell’Aif. Accolto a maggioranza l’emendamento art.54 ter “introduzione del reato di corruzione privata” concordato da Dim e governo per impegnare il governo a presentae entro giugno 2018 u Pdl sulla materia.
            Stessa sorte per altri due emendamenti concordati questa voltra  tra Pdcs e governo: il  54 quater per impegnare il governo alla presentazione entro il 31 dicembre 2018 di un Testo unico i
n materia di residenze, permessi di soggiorno e di convivenza; e il 54 Octies per l’istituzione di un Fondo straordinario di tutela dalle frodi e truffe finanziarie.

            Terminato l’esame dei 56 articoli, si passa alle dichiarazioni di voto sul Pdl e sui due Odg presentati unitariamente dai gruppi di opposizione. Si arriva ad un accordo con il governo su uno dei due Odg quello con cui si dà mandato al governo di “attivarsi con la controparte italiana, 1) di addivenire ad un superamento delle norme riguardanti la presentazione delle fatture export e import, andando a modificare gli accordi relativi all’interscambio commerciale italo-sammarinese; 2) di introdurre la procedura per la fatturazione elettronica per gli operatori economici interessati. L’Odg viene approvato a larga maggioranza con 54 voti a favore, 1 contrario e 3 astenuti. Respinto invece con 35 voti contrari e 19 a favore l’Odg che chiedeva di nonn procedere all’approvazione del Bilancio previsionale 2018, alla luce di “irregolarità nella rappresentazione del bilancio presentato dal governo” in relazione al fatto che “non sono iscritti nel patrimonio i debiti per gli impegni che lo Stato ha, in conseguenza dell’approvazione del Bilancio di Cassa di Risparmio che riportava una perdita di 534 mln di euro”.
            Superati gli Odg, finalmente l’Aua si esprime sul Bilancio confermando le posizioni contrarie espresse dall’opposizione: sono infatti 32 i voti a favore e 21 quelli contrari. La seduta termina, con la convocazione immediata dei capigruppo per definire nei primi giorni di gennaio una prossima sessione consiliare.