Furto alla mensa di Serravalle, fatta luce sulla dinamica

Il colpo risale al dicembre 2017 quando vennero rubati 1.200 euro di alimenti. La stessa auto rientrò in Repubblica un mese dopo e venne bloccata dopo un rocambolesco inseguimento ad Acquaviva. Ora la Guardia di Rocca rende noto che l'auto era intestata ad una quarantottenne pregiudicata cittadina serba (N.L. le iniziali) residente in Italia, proprietaria di oltre 140 autovetture già utilizzate in altri molti casi per il compimento di reati predatori

Sono terminate le indagini circa il furto avvenuto alla mensa di Serravalle l’8 dicembre scorso. Lo rende noto il distaccamento della Guardia di Rocca di Dogana in una nota in cui ricostruisce la vicenda.

 

 

Con il colpo due ladri “sottrassero alimenti per un valore di circa 1200 euro, dopo essere penetrati nella mensa forzando e danneggiando una delle porte d’accesso. Le ricerche – scrivono i militari – condussero al riconoscimento della targa dell’autovettura utilizzata, ovvero una Renault Kangoo che dopo l’incursione si dileguò oltre il Confine di Galazzano nel giro di pochi minuti”.

 

 

L’auto e la sua targa vennero schedati e così, quando rientrò all’interno dei nostri confini, le telecamere intelligenti poste lungo i confini la segnalarono immediatamente alla Centrale Interforze che inviò alcune pattuglie per intercettarla. 

Ne scaturì un inseguimento che terminò con la fuga dei passeggeri a piedi nel bosco di Monte Cerreto.  Il veicolo abbandonato venne sequestrato dalle forze dell’ordine e oltre ad essere privo di assicurazione, risultò una denuncia di cessazione dalla circolazione emessa pochi giorni prima del fermo “ed evidentemente falsa” scrive la Guardia di Rocca.

 

Che le intenzioni dei passeggeri non fossero amichevoli lo dimostrano gli strumenti da scasso rinvenuti nell’auto.

Grazie alla cooperazione con INTERPOL le forze dell’ordine sammarinesi hanno scoperto inoltre che la vettura era intestata ad una quarantottenne pregiudicata cittadina serba (N.L. le iniziali) residente in Italia. 

 

“Detta persona – scrivono i militari – indagata per il reato di favoreggiamento in numerose procure della Repubblica Italiana, è risultata infatti proprietaria di oltre 140 autovetture già utilizzate in altri molti casi per il compimento di reati predatori”.

 

 

Dunque è stata ritenuta complice anche per il reato commesso in Repubblica. 

 


“A tutela della sicurezza pubblica – conclude la nota – al fine di scongiurare episodi della stessa matrice, permangono in maniera consolidata preventive misure di monitoraggio”.