Intervista ad Alan Gasperoni: “Lascio la Fiorita per amore del Cons e dello sport”

Gasperoni partirà venerdì alla volta della Corea per la sua quarta olimpiade: "lo farò da libero professionista". Il caso Muller? "Mi ha dato più problemi che altro". E sul calcioscommesse: "Non si deve generalizzare. Il problema esiste e non va negato ma non tutte le mele del cesto sono marce”

Partirà venerdì alla volta della Corea, volerà verso Pyeong Chang per la sua quarta olimpiade. Dopo tre edizioni (Londra2012, Sochi2014 e Rio2016) al servizio del CONS alla quarta ha deciso di esserci da free lance. Il sammarinese Alan Gasperoni prepara la valigia e l’abbigliamento più pesante possibile viste le rigide temperature coreane.

 

“Sarà l’ennesima esperienza indimenticabile, ne sono certo –racconta il giornalista a Sorpresa Daily News -. Il Comitato Olimpico, in un’ottica di spending review ha scelto di non aggregare l’addetto stampa alla squadra ma mi ha ugualmente concesso la possibilità di accreditarmi e allora io mi sono attrezzato per partecipare da libero professionista. Il richiamo dei Giochi Olimpici è unico, non so resistere… La partenza per PyeongChang è prevista per venerdì e il ritorno al termine delle competizioni, viaggerò assieme ai tifosi e alla famiglia di Alessandro Mariotti, non verrò meno al mio ruolo di addetto stampa CONS ma allo stesso tempo preparerò contenuti anche per altre realtà. Mi piacerebbe molto riuscire a creare alcuni video per i social che raccontino da vicino l’avventura”.

 

 

L’obiettivo è raggiungere la stessa notorietà che ha avuto con la lettera a Muller?

“Non sono uno youtuber, e sono cosciente del fatto che l’insieme di condizioni che hanno portato quel post su Facebook ad avere oltre centomila condivisioni siano irripetibili ma come in quell’occasione il mio obiettivo resta quello di esaltare gli atleti sammarinesi e raccontare a tutti con quale passione affrontano i loro impegni che quasi sempre sono proibitivi. E poi quella lettera mi ha dato più problemi che altro, in questo caso va bene anche qualche like in meno”.

 

 

Che cosa ci si deve aspettare dalla partecipazione di un atleta sammarinese ai Giochi Olimpici?

“Ogni partecipazione ha il suo obiettivo, nel caso di Pyeong Chang l’obiettivo di Alessandro Mariotti è stato lui stesso a dichiararlo: portare a termine la prima manche e lasciarsi dietro un po’ di avversari nella seconda. Fare previsioni nello sport è sempre molto difficile, figuriamoci nello sci dove anche il numero uno al mondo potrebbe incappare in una caduta e dire addio ai sogni di medaglia”.

 

 

Lei la sua piccola medaglia d’oro l’ha ritirata la sera di Sportinsieme Awards quando il Presidente del CONS Giardi l’ha insignita della Fiamma d’Oro al Merito Sportivo…

“È stato un momento molto emozionante, venivo da un periodo particolarmente complesso sia personalmente che professionalmente ma quella che agli occhi di chi non comprende può sembrare una banalissima spilla d’oro per me ha assunto il valore di ricompensa per l’impegno che ho sempre dedicato allo sport e in quel caso all’organizzazione dei Giochi dei Piccoli Stati d’Europa e ha raddrizzato il mio periodo difficile. Colgo l’occasione per ringraziare Gian Primo Giardi e tutto l’Esecutivo del CONS e per ribadire che il valore di quell’onorificenza è da condividere con tutti i ragazzi che hanno fatto parte del Media Team dei Giochi 2017, fenomenali”.

 

 

Si divide fra CONS e Fiorita, l’associazione calcistica di cui è presidente, qual è l’impegno che le da più soddisfazioni e quale quello che le dà più pensieri?

“Intanto è bene specificare che per quanto impegnativo il mio ruolo di Presidente della Fiorita è un hobby e come tale non può avere la precedenza sull’impegno professionale mentre quello che svolgo per conto del CONS è il mio vero mestiere, quello per cui ho studiato e che pratico ormai dal 2007. Nel calcio le soddisfazioni sono pari ai risultati che ottiene la squadra e devo dire che fortunatamente negli ultimi anni sono davvero tante, nel lavoro è un po’ diverso anche se partecipare ad eventi come i Giochi dei Piccoli Stati o ai Giochi del Mediterraneo per non parlare delle Olimpiadi regala emozioni uniche. Il bello del mio impegno al CONS è che posso stare a contatto con tutte le realtà sportive facendo il lavoro che mi piace mentre nell’altro caso mi occupo principalmente di calcio e lo faccio nei ritagli di tempo. Colgo comunque l’occasione per annunciare che il mio impegno alla guida della Fiorita dovrebbe concludersi al termine della stagione proprio perché è fondamentale per me concentrarmi sul contratto che ho stipulato con il CONS dedicandomi a tempo pieno alla mia crescita professionale e ai progetti che lo stesso Comitato Olimpico intende affidarmi”.

 

 

Anche perché nel mondo del calcio non tira una gran aria…

“Se si riferisce alla questione scommesse la inviterei a non generalizzare. Il problema esiste e non va negato ma non tutte le mele del cesto sono marce”.

 

 

Però le indagini sembrano allargarsi e dalle ultime indiscrezioni sembrano esserci anche altre partite sotto la lente della procura federale.

“Io ne so quanto lei, abbiamo letto quello che tutti hanno letto, ovvero il comunicato stampa dell’avvocato della Virtus, ma al momento non abbiamo comunicazioni diverse da quelle. La procura fa il suo mestiere e indagherà sulle cinque partite del nuovo filone di inchiesta, noi restiamo a disposizione per chiarire le posizioni dubbie. In molti mi hanno chiesto di espormi su questo caso ma è davvero difficile parlare quando non si hanno dei dati certi e quando l’opinione pubblica cavalca il chiacchiericcio. Meglio l’attesa. Io personalmente mi sono attivato chiedendo informazioni alla procura federale e parlando con i ragazzi della squadra e, come già in passato, ho proseguito l’attività di informazione e sensibilizzazione verso il problema all’interno dello spogliatoio. Ora non posso far altro che aspettare e sperare che tutto si concluda in fretta e nel migliore dei modi”.

 

 

Si dice che lei non abbia un grandissimo rapporto con il Presidente della Federcalcio Marco Tura.

“Non avere un rapporto confidenziale non significa non rispettarsi. Mi sono schierato contro di lui alle elezioni per la Presidenza che si sono tenute un anno fa ma dalla sua elezione in poi non ho ostacolato in nessun modo il suo operato. Se devo dire qualcosa a Tura lo incontro e glielo dico, non mi ha mai negato un appuntamento, credo che al momento l’unica cosa giusta da fare però sia lasciare lavorare lui e la sua squadra per vedere che cosa hanno in mente per il futuro del calcio. Se non condividessi ciò che fanno lo direi come l’ho sempre detto ai tempi di Crescentini”.

 

 

Dieci giorni in Corea significano tre partite lontano dalla sua Fiorita in un momento cruciale della stagione.

“Per me significa soprattutto dieci giorni lontano dalla famiglia. Per quanto riguarda la Fiorita ho la certezza di lasciare i ragazzi in buone mani e poi, come detto, si devono cominciare ad abituare…