La plastica ha ormai invaso anche gli angoli più lontani di oceano

Secondo uno studio sono stati trovati frammenti di plastica nello stomaco di animali che vivono in abissi marini profondi 11 km

L’inquinamento da materiale plastico ha ormai raggiunto anche gli angoli più remoti dei sette mari. Secondo uno studio dell’università di Newcastle, reso noto in occasione della campagna di sensibilizzazione Sky Ocean Rescue sull’inquinamento dei mari, è stata infatti trovata nello stomaco di creature che vivono fino a 11 chilometri di profondità, nelle fosse oceaniche del Pacifico. La ricerca ha preso in esame 90 animali marini in tutta l’area pacifica, dalla fossa delle Marianne a quella del Giappone, da Kermadeck alle Nuove Ebridi, trovando nei loro stomaci frammenti di plastiche come il Pvc e di fibre tessili tra cui nylon, rayon e lyocell. Sebbene la maggior parte dei rifiuti che finiscono negli oceani – e che ammontano a 8 milioni di tonnellate di plastica all’anno secondo il Programma Ambiente dell’Onu – galleggino in superficie, la degradazione e frammentazione alla fine fa sì che scendano in profondità. “Una volta che queste plastiche raggiungono i fondali – spiega l’autore dello studio, Alan Jamieson – non hanno altro posto in cui andare, e quindi è presumibile che si accumulino in grandi quantità”. “Trovare fibre plastiche all’interno di animali che vivono a 11 km di profondità – conclude – mostra la dimensione del problema”. Intanto nel 2018 dovrebbe partire il progetto The Ocean Cleanup con cui il suo giovane ideatore, il 22enne olandese Boyan Slat, punta a rimuovere in soli 10 anni almeno la metà dei 154 milioni di rifiuti e plastica dispersi in quella che è stata ribattezzata la Great Pacific Garbage Patch. Il suo è uno dei progetti ambientalisti più vasti e ambiziosi mai realizzati sul pianeta Terra: si tratta di mettere in funzione una barriera con due grandi braccia a pelo d’acqua e a forma di V in grado di spingere la spazzatura che galleggia negli oceani in una area delimitata, dalla quale sarà poi semplice prenderla e riciclarla.