Quando la visita dei Reggenti al Papa scatenò la bagarre politica

Nuovo contributo per la rubrica "Pillole di storia sammarinese" da parte di Domenico Gasperoni che svela un retroscena degli anni '20 nel giorno della visita dei Capitani Reggenti al Santo Padre

di Domenico Gasperoni

 

 

La prima visita in Vaticano dei tempi moderni, è avvenuta alla fine degli anni cinquanta. Il 19 maggio 1959, i Capitani Reggenti Marino Benedetto Belluzzi e Agostino Biordi hanno incontrato Papa Giovanni XXIII.  Ma ad onor del vero, non va dimenticata una strana visita degli anni venti. Forse due. La vicenda è curiosa. Ve la racconto.

 

 

Il Corriere d’Italia (notizia ripresa dal giornale sammarinese La Libertà, quindicinale Popolare), riferisce che il Reggente Egisto Morri ha fatto visita al Papa, il 25 marzo 1922. “Il Santo Padre, Pio XI si intrattiene in un lungo e affabile colloquio, interessandosi vivamente delle cose della Repubblica. Esprime soddisfacimento e incoraggiamento per l’azione cattolica e cristiano sindacale che viene svolta dai movimenti cattolici sammarinesi. C’era con Morri, il Rettore del Collegio Belluzzi, Carlo Balsimelli consigliere e Giuseppe Sobrini da Fermo per l’Unione del Lavoro di San Marino. Il Papa ha benedetto, incoraggiando tutta l’opera svolta da essi in favore del popolo della Repubblica e per la conservazione del suo patrimonio religioso”.

 

 

Tre anni dopo, la vicenda della visita in Vaticano torna d’attualità ed è oggetto di una gustosa polemica fra Popolari e fascisti. Non è chiaro se si fa riferimento alla suddetta visita del Reggente Morri, o ad altra visita. Due udienze in così breve tempo sembrano improbabili. Ritorno al racconto.

 

 

Va ricordato che il 10 marzo 1925, il Gruppo consigliare popolare presenta in Consiglio un lungo elenco di critiche al comportamento della maggioranza fascista sulla situazione politica ed amministrativa del Paese. In particolare lo scontro è centrato sulle accuse reciproche di non aver abbastanza difeso l’autonomia della Repubblica. I popolari rimproverano il Governo fascista di fare di tutto per dimostrarsi suddito del Duce e del fascismo italiano.

 

 

Giuliano Gozi passa al contrattacco, facendo ironia su una improvvisata visita della Reggenza popolare fatta al Papa. Una visita silenziosa, effettuata senza autorizzazione, né del Consiglio e nemmeno del Congresso di Stato. Sono proprio i popolari che svendono la sovranità di San Marino. E accusa: «Voi andaste fuori territorio e chinaste la fronte di capi di stato libero e sovrano sino al bacio della santa pantofola».  Poi scatta l’affondo ironico del Gozi. “Quei reggenti avevano tanta frenesia di fare la visita, che hanno dimenticato a casa i loro soprabiti“. Sono  arrivati là “vestiti di panni non propri”. E per presentarsi in maniera decente al Papa, sono stati costretti ad affittare i vestiti da “un rigattiere del ghetto”.

 

 

Di fronte a questo pesante attacco, il capo dei popolari Balsimelli cerca di difendersi, precisando che non si trattava di una visita ufficiale, ma di una presenza in forma privatissima. Una giustificazione non accolta, che porta il gerarca fascista a sferrare  l’ultimo colpo: “Allora vuol dire che avete mendicato un’udienza”!