“Numeri insostenibil su tlc, a rischio fallimento”, gli appunti di Rsa TIM San Marino

La Rappresentanza sindacale di TIM San Marino, presenta alcune analisi ed osservazioni sugli importi dichiarati dalla Segreteria alle Telecomunicazioni. Rortimao il comunicato stampa

Prendiamo atto delle parole del Segretario di Stato Andrea Zafferani ed esprimiamo; —soddisfazione nell’apprendere che l’Autorità di settore della rete di telecomunicazioni di proprietà pubblica, promessa per marzo di quest’anno, sarà istituita al fine estate,

–rinovata preoccupazione in merito ai paventati ricavi della NewCo e alla mancanza di gare per l’affidamento delle attività di progettazione e realizzazione della rete di telecomunicazioni di proprietà pubblica..


In particolare le cifre presentate non rappresentano minimamente le dimensioni del mercato sammarinese. Questo è un settore che ha visto negli ultimi otto anni, a livello internazionale, una riduzione dei prezzi al pubblico del 12% (arrivando sino al -20% negli ultimi tre mesi nel mobile). Ipotizzare ricavi per 135 milioni di euro nei prossimi 25 anni per un soggetto che opera nella vendita “all’ingrosso” significa, secondo noi, aver sopravvalutato o non aver considerato diversi fenomeni.

E se su queste valutazioni è stato deciso di impegnare 90 milioni di euro, la cosa ci preoccupa non solo come lavoratori del settore ma soprattutto come cittadini. Pensare di poter incassare dagli operatori concessionari circa 5,4 milioni di euro all’anno per l’affitto della rete è pura utopia.

Immaginando un mercato e tre operatori. Ognuno deve versare 1,8 milioni di euro annui, equivalenti a 45 milioni di euro di costi nei 25 anni sempre per operatore. (ndr 90 mln +45 mln sono i 135 mln di cui sopra

Ma con quei soldi (i 45mln) ad ogni concessionario converrebbe realizzare la propria rete non affittarla. E se fino ad oggi nessun operatore che non sia TIM lo ha fatto è perché le dimensioni del mercato sammarinese e le dinamiche di prezzo non consentono di poter recuperare l’investimento. Il tutto si riassume in una sola parola: fallimento.

Ricordiamo bene le motivazioni con le quali fu lanciato il progetto Ftth da parte di AASS. Solo lo Stato può realizzare un investimento a perdere, si disse all’epoca. Oggi lo stesso investimento è in grado di assicurare un ritorno superiore a qualsiasi investimento finanziario. Qualcosa non torna. Ci auguriamo che quanto espresso possa essere preso come elemento di riflessione e come contributo affinché scelte di importanza fondamentale per il settore e per il Paese possano essere prese in piena consapevolezza e massima trasparenza e soprattutto massima condivisione degli obiettivi e delle ipotesi fatte. In ballo ci sono 90 milioni di euro dei cittadini sammarinesi. Fallire non ci è permesso.


La Rappresentanza Sindacale di TIM San Marino
Luigi Giardi
Paul Salvi
Claudio Bernardi
Erik Casali