Piano di stabilità, i dubbi dell’Anis: “C’è molta austerità, ma ancora poco sviluppo”

Gli industriali esprimono criticità sulle proposte avanzate dal governo: "Ci sono molti sacrifici richiesti alla cittadinanza e alle imprese (come lo sono la reintroduzione della minimum tax e la nuova patrimoniale, ad esempio) a fronte di una riduzione - per il 2018 - del tutto insufficiente della spesa corrente"

I vertici Anis

[Comunicato stampa]

 

 

Si è svolto ieri mattina l’incontro previsto tra le associazioni datoriali e il Governo sulla relazione presentata dal Segretario al Bilancio sul Piano di Stabilità Nazionale, nel quale ANIS ha esternato le proprie considerazioni e proposte scaturite dalla discussione nel proprio Consiglio Direttivo.

 


Per ANIS, dalla relazione, dalle dichiarazioni dei giorni scorsi, nei vari incontri e sulla stampa, si profila molta austerità e poco sviluppo, come già rimarcato nelle precedenti occasioni. Soprattutto ci sono molti sacrifici richiesti alla cittadinanza e alle imprese (come lo sono la reintroduzione della minimum tax e la nuova patrimoniale, ad esempio) a fronte di una riduzione – per il 2018 – del tutto insufficiente della spesa corrente che, invece, andrà a incidere appena per un 2,5% su un totale di oltre 480 milioni di euro: obiettivamente 12 milioni di risparmi sono del tutto insufficienti sia a riequilibrare i conti dello Stato, sia a costituire quelle risorse necessarie agli investimenti per ammodernare il Paese.

 

 


Il problema principale, però, resta il Bilancio dello Stato: il Governo fin dall’insediamento, ha lanciato l’allarme sui conti pubblici e la scarsa liquidità e ci si sarebbe aspettati un’operazione di riduzione della spesa pubblica importante.

Invece si è optato per una soluzione soft.

Nel frattempo, però, il debito pubblico è aumentato e, con la garanzia a ripianare le perdite su di Cassa di Risparmio, probabilmente aumenterà a dismisura.

 

 

Sarebbe opportuno, a questo punto, mettere tutti gli interlocutori a conoscenza dell’intervento economico complessivo che sarà necessario per il salvataggio di Cassa di Risparmio. Solo condividendo questi dati si potranno fare valutazioni più efficaci anche sulle azioni da inserire nel Piano di Stabilità che, deve sì trovare i mezzi per mettere in equilibrio i conti, ma anche definire come si potrà in futuro recuperare le risorse per pagare quello che si profila come un debito enorme.

 

 


Oltre ad una più efficace riduzione della spesa corrente, andranno comunque trovate altre risorse e questo può avvenire rilanciando l’economia del Paese.

Ciò significa completare in tempi stretti il processo di riforma e intervenire ad esempio sulla burocrazia e la normativa, semplificandole perché diventino esse stesse un fattore di competitività per chi fa impresa e di attrattività per chi vuole venire a investire a San Marino.

 

Sono questi i fattori, in parallelo alla reputazione del nostro sistema, su cui dobbiamo puntare: per questo occorre un vero piano di sviluppo per il Paese, per migliorare la competitività e l’attrattività, dalle infrastrutture che vanno assolutamente ammodernate, alle semplificazioni per le imprese, che devono essere almeno allo stesso livello dei nostri competitors.

 

 

I temi sono tanti, alcuni di immediata applicazione, altri più complessi e richiedono risorse e pianificazione. Due cose che, al momento, non troviamo in questo progetto.

 

 

ANIS