Progetto Zte, pronto il business plan dell’Aass

L'Azienda per i servizi ha affidato il compito di redigere il documento all'ing. Gerardo Giovagnoli, al tecnico Augusto Gasperoni e all'ex n.1 di Andorra Telecom Jaume Salvat Font. Non senza malumori in maggioranza

Jaume Salvat Font

Ieri abbiamo illustrato il memorandum d’intesa che San Marino ha firmato con la società di diritto italiano Zte Italia srl, succursale della cinese Zte Corporation.

 

Nel documento si sancisce l’impegno ad “esaminare e concordare lo sviluppo della partnership per l’attuazione del Progetto, della durata di cinque anni, con particolare attenzione alla Rete Mobile, Rete in Fibra Ottica, ai prodotti e servizi di Centro di Elaborazione Dati”.

 

 

Il business plan

In questa ottica diventa strategico il ruolo dell’Azienda autonoma di Stato per i servizi pubblici, anch’essa firmataria del memorandum con il proprio presidente Federico Crescentini.

In particolare all’Aass spetta la stesura del Business Pian della costituzione della nuova società che si occuperà della gestione della rete in fibra ottica. Società che il memorandum prevede essere pubblica al 95% e di Zte per il restante 5%. La gestione della fibra servirà per sviluppare nuovi servizi ultraveloci anche per la telefonia mobile, ed a ospitare in Repubblica nuovi gestori.

 

Il business plan – è riportato nel memorandum – riguarderà gli “aspetti tecnici ed economici del Progetto” ed i “tempi di ammortamento dell’investimento. Il business plan deve essere discusso, verificato ed approvato in maniera condivisa dalle parti medesime, che, a tale scopo, possono avvalersi ciascuna di propri advisor accreditati”.

 

 

Gli esperti dell’Aass

Il 10 di gennaio il Cda dell’Aass si è riunito per discutere del caso ed ha creato la sua squadra di advisor per creare il business plan.

Tre i componenti: Gerardo Giovagnoli, ingegnere elettronico attualmente membro del Cda dell’Aass in quota Psd; Augusto Gasperoni, tecnico dell’Aass che si occupa di fibra ottica; e un certo Jaume Salvat Font.
La delibera prevede che a Giovagnoli venga corrisposto un rimborso di 150 euro per ogni seduta di lavoro mentre a Jaume Salvat Font “€ 5.000/mese netti con una previsione di due mensilità”.
 
 
 
Ecco la delibera dell’Aass.
 
 
 

Ma chi è Jaume Salvat Font?

È l’ex amministratore della Andorra Telecom – il cui nome esatto è Sta, Servei de Telecomunicacions d’Andorra – che è la società pubblica che ad Andorra ha il monopolio della gestione di molti servizi fin dagli anni ’70, quali rete internet fissa e mobile, segnale Tv e ovviamente fibra ottica. 
Oggi, dismessi i panni del dirigente d’azienda, tra le altre cose fa anche il consulente nel settore delle Tlc.
 
 
 
Una figura dunque che dovrebbe suggerire all’Aass indicazioni preziose sul proprio futuro da  gestore della rete in fibra ottica su cui si appoggerebbe, in parte, la tecnologia Ran-sharing che San Marino acquisterebbe dalla Zte per accogliere più operatori sulla stessa antenna.
 
 
 
I ben informati fanno sapere che il business plan è pronto e che sarà sottoposto nei prossimi giorni all’attenzione del governo e di Zte.
 
 
 
 

I risvolti politici

L’accordo con i cinesi della Zte sta scuotendo non poco politica ed esponenti del settore. 

In maggioranza c’è tensione. Nei corridoi di Palazzo si vocifera che diversi esponenti di Repubblica futura, a partire dal segretario di Stato con delega all’Aass, siano freddini verso il progetto e non siano entusiasti dell’affidamento ad Andrea Zafferani di C10 in quanto segretario di Stato all’Industria.

Ma non è tutto. Ha creato malumori la scelta del presidente dell’Aass Federico Crescentini, indicato nel ruolo dalla maggioranza, di affidare la stesura del business plan strategico al progetto a due esponenti dell’opposizione. Gerardo Giovagnoli è esponente di spicco del Psd mentre Augusto Gasperoni milita nel Movimento democratico San Marino insieme di Pedini Amati e Alessandro Rossi.

 

(Leggi la precisazione di Repubblica futura)

 
 
In questo contesto vanno lette le dimissioni annunciate dal presidente dell’Aass Federico Crescentini, il successivo appello del proprio partito, Ssd, a restare “per il bene della collettività”, e il comunicato seguente di Rete e Mdsi che hanno parlato di presunte pressioni da parte della politica a Crescentini

Dimissioni che dopo il can can sarebbero rientrate.

 

Settimana scorsa poi hanno scioperato i dipendenti della Telecom Italia San Marino, che chiedono alla politica di “realizzare un quadro di regole trasparenti e non discriminatorie” e che vedono nel progetto una minaccia al proprio posto di lavoro.