San Marino e Biennale di Venezia: “Architettura Arte e Colore per dare nuova vita alle città”

(c.s. La Biennale di Venezia non è solo un’esposizione internazionale di arte e architettura, è molto di più, perché ha la notevole capacità di influire nella cultura, cogliendo allo stesso tempo le pulsioni sociali che attraversano le società in tutto il mondo.

 

In questa edizione la Repubblica di San Marino ha voluto cogliere l’occasione per confrontarsi con il resto dei paesi su un tema aperto a qualsiasi tipo di prospettiva: “Freespace”, titolo scelto come comune denominatore della 16ª Biennale di Architettura.

 

Il Padiglione di San Marino si è appropriato a modo suo del tema, che doveva
accomunare il resto di padiglioni nazionali, e ha dato così una propria prospettiva
del “Freespace”, spazio libero. La Repubblica di San Marino ha deciso di
presentarsi con il particolare titolo “Urban Colors”, cercando di avvicinare i visitatori al complesso rapporto, a volte troppo sottovalutato, tra architettura e ambienti urbani. La domanda che si sono posti i curatori del Padiglione
sammarinese è: “Fino a che punto i colori possono migliorare la percezione del
proprio intorno urbano?”


Il progetto, curato da Vincenzo Sanfo e coordinato da Diffusione Italia
International Group, in accordo con il commissario nazionale della Repubblica di
San Marino, Marco Renzi, e con il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura,
Marco Podeschi, è stato possibile grazie alla presenza dei seguenti professionisti
sammarinesi:

 

Chiara Guiducci e Stefano Benvenuti, autori del progetto “Architettura Arte e
Colore per dare nuova vita alle città”.
Utilizzando la fotografia, loro principale strumento per la comprensione dei luoghi
come spazi di vita, Chiara e Stefano mostrano la strettissima connessione tra i
colori e la nostra percezione della città, a tal punto che i colori possono
determinare la piacevolezza o meno dei luoghi che viviamo quotidianamente. I
due autori hanno realizzato un’installazione presente ora sulla parete di ingresso
del Padiglione di San Marino, collocata lungo una calle di Venezia, per
concretizzare le loro riflessioni sulle possibilità di migliorare notevolmente la
nostra percezione attraverso i colori.

 

Pierpaolo Iannone autore del progetto “Mà & Bà”.


Le sedute in lamiera piegata disegnate da Pierpaolo Iannone sono caratterizzate
da un immediato riferimento formale ai famosi pittogrammi uomo e donna: le
banali sagome nere che ci orientano in aeroporti, stazioni e locali pubblici.
Le famose silhouette sono state piegate e letteralmente deformate dall’autore
affinché accogliessero proprio i corpi che normalmente si limitano a
rappresentare. Il nero, somma zero di tutti i colori, è stato sostituito nella sua neutralità dall’uso del colore acceso e saturo.

 


Pensate come sculture su cui accomodarsi sono state ideate sia per ambienti
confinati sia per spazi aperti ed è proprio nei luoghi pubblici delle nostre città che
Mà & Bà vorrebbero trovare la loro collocazione più propria. Un design spiritoso e pop che in occasione della 16a Mostra Internazionale di Architettura ha voluto riprendere i colori del Friendship Project.

 

 

 

Matteo Maresi, Giulia Ridolfi e Daniele Galassi autori del progetto “Il mio
ambiente nell’ambiente”.


Il concetto che hanno sviluppato gli architetti parte dall’idea che oggi gli spazi
pubblici ed in particolar modo le piazze abbiano perso la loro funzione di
aggregazione, diventando troppo spesso meri luoghi di passaggio. Un fascio di
luce crea, in questi contesti, immediatamente un’ambiente nell’ambiente e un
bagliore colorato, personalizzabile, permette di plasmare, adattare tale ambiente
ai propri stati d’animo, rendendo più vivo e allo stesso intimo lo spazio collettivo.
In quest’ottica la “lampada ballerina” è progettata per creare luce diffusa e
colorata a seconda della rotazione che le si dà.
La “panca dispettosa” nasce dall’idea di far interagire e giocare le persone
attraverso il semplice gesto di sedersi.

 

 


E` ancora possibile visitare il Padiglione di San Marino, aperto fino al prossimo 25 novembre nella sede di Venews C563 a Venezia.