San Marino celebra la liberazione e Sant’Agata

Il 5 febbraio del 1740 mons. Enrico Enriquez riconsegna ai sammarinesi la libertà sottratta qualche mese prima dal card. Alberoni. Un evento che ha segnato la storia sammarinese e che da allora viene celebrato ogni anno

La celebrazione di Sant'Agata in Basilica

Il 5 febbraio del 1740 mons. Enrico Enriquez restituisce la libertà ai sammarinesi, libertà che era stata loro sottratta qualche mese prima dal cardinale Giulio Alberoni.

Ed è per questo che da allora il 5 febbraio è Festa Nazionale per la Repubblica di San Marino, e la santa celebrata in questo giorno, Sant’Agata, è “elevata” a compatrona della Repubblica.

 

 

L’occupazione alberoniana è un passaggio molto importante nella storia sammarinese e negli anni è stata studiata approfonditamente, anche grazie ai numerosi documenti scritti redatti durante l’episodio.

 

Essa si inserisce nelle vicende politico-militari di quegli anni turbolenti, con lo Stato pontificio intento a difendersi dalle mire espansionistiche del casato degli Asburgo di Vienna. Ma trova spunto da un subbuglio tutto interno alla Repubblica, con una parte di popolazione che protesta contro gli oligarchi che da diverso tempo nominano i membri del Consiglio all’interno di una stretta cerchia di famiglie nobili di San Marino Città. Addirittura i membri del parlamento non sono più 60 ma molti di meno, in quanto molti posti vacanti non vengono sostituiti.

 

A protestare sono soprattutto i cittadini dei Castelli periferici, come Serravalle, tagliati fuori dal governo del paese.

A guidare i tumulti sono Pietro Lolli e Marino Belzoppi, che vengono arrestati nel 1738 insieme ad altri contestatori. Ma Lolli ha la patente di “Denunziante dei Legati Pii” del Santuario di Loreto, status che gli fornisce privilegi e protezione da parte dello Stato Pontificio.

È questo il pretesto con cui la Santa Sede per mano del cardinale Giulio Alberoni, importante funzionario del papa a Ravenna, invade la Repubblica di San Marino nel 1739. 

 

All’inizio l’invasione non è armata. Roma infatti vuole mostrare al mondo che in realtà sono i sammarinesi stessi ad aver invocato il suo intervento per liberarsi dalla tirannia degli oligarchi. E per qualcuno in effetti è così. I cittadini di Serravalle, guidati dal parroco, accolgono Alberoni come benefattore. Con loro la famiglia Ceccoli di Fiorentino, già vicina a Lolli e Belzoppi.

 

Alberoni arriva in Città il 17 ottobre del 1739, convinto di avere una accoglienza analoga. Ma così non è. I governanti al contrario fanno radunare le milizie. Ed è allora che il cardinale getta la maschera e fa arrivare centinaia di soldati da Verucchio e Rimini. San Marino è occupata.

 

Ma questo non deve essere un attacco militare ma una resa volontaria. Così il porporato organizza per domenica 25 ottobre, presso la Pieve, un evento in cui i sammarinesi dovranno giurare formalmente fedeltà alla Santa Sede. L’assemblea è un flop. Solo in pochi accettano di giurare, la maggior parte grida allo scandalo ed invoca l’antica libertà.

 

La questione si complica dunque. Anche perché nel frattempo i rappresentanti di San Marino hanno iniziato a diffondere la notizia in giro per l’Europa. Richieste di intervento arrivano allo stesso Papa, a cui i sammarinesi sottolineano la volontà di essere indipendenti.

 

Il rischio di un casus belli e le pressioni funzionano. Roma decide di inviare sul Titano un altro rappresentante, il cardinale Enrico Enriquez da Perugia, per capire effettivamente cosa ne pensano i cittadini sammarinesi. Oggi diremmo che si è trattato di un sondaggio/referendum: volete restare sotto il controllo dello Stato Pontificio o tornare alla situazione precedente? 

La risposta è quasi unanime: autonomia.

 

La Chiesa non può che prendere atto della volontà popolare. Così Enriquez ristabilisce le istituzioni in precedenza modificate da Alberoni, il 5 febbraio giorno di Sant’Agata diventa Festa Nazionale e la santa catanese diventa compatrona della Repubblica.

 

 

Da allora la ricorrenza viene festeggiata con una cerimonia con processione che si snoda da Borgo Maggiore sino alla Basilica del Santo nel centro storico di San Marino. La processione è guidata dal parroco di Serravalle, il cui predecessore accolse Alberoni per primo sul territorio sammarinese.

 

Come da tradizione poi in serata la compagnia “Il Piccolo Teatro Arnaldo Martelli” rappresenta nel Teatro Titano una commedia in vernacolo sammarinese.

 

Questo il programma completo degli eventi di oggi:

Ore 8.00 – 9.00 – 10.00 – Sante Messe nella Cripta di Sant’Agata

Ore 11.30 – Messa solenne nella Cripta di Sant’Agata alla presenza dell’Ecc.ma Reggenza e delle Autorità


Ore 14.30  –  Alzabandiera a Palazzo Pubblico, presenti tutti i Corpi Uniformati


Ore 14.30 – Processione in onore di Sant’Agata: partenza da Borgo Maggiore, ricevimento della stessa alla Porta del Paese da parte dei Sindaci di Governo, proseguimento con Milizia e Banda Militare verso la Basilica


Ore 15.00 – Trasferimento della Reggenza e delle Autorità, scortate dalla Guardia d’Onore, nella Basilica

Ore 15.15  – Arrivo della processione in Basilica


Ore 15.30  – Rito in Basilica, Canto del “Te Deum” ed esecuzione dell’Inno Nazionale, benedizione


Ore 21.00 – Tradizionale spettacolo del Piccolo Teatro “Arnaldo Martelli”
Teatro Titano, Piazza S.Agata, Città di San Marino