Sciopero femminista per l’8 marzo, si muove anche San Marino

Il movimento #Nonunadimeno tornerà nelle strade di tutto il mondo con lo sciopero globale delle donne per chiedere "una trasformazione radicale della società". Aperte le adesioni anche sul Titano

Il prossimo 8 marzo il movimento femminista #Nonunadimeno tornerà nelle strade di tutto il mondo con lo sciopero globale delle donne, dopo il successo dell’evento dell’anno scorso in cui parteciparono ufficialmente 40 Paesi del mondo, e molti di più in modo spontaneo e non organizzato.

 

Tra le città interessate nel circondario c’è anche Rimini e forse San Marino. In questi giorni infatti le attiviste locali si stanno mobilitando per portare la manifestazione globale anche sul Titano.

In particolare è Ana Marina Lozica che sta raccogliendo le adesioni attraverso il proprio profilo Facebook e la mail.

 

“Sarà sciopero femminista – scrivono le organizzatrici sul proprio sito – perchè pretendiamo una trasformazione radicale della società: scioperiamo contro la violenza economica, la precarietà e le discriminazioni. Sovvertiamo le gerarchie sessuali, le norme di genere, i ruoli sociali imposti, i rapporti di potere che generano molestie e violenze. Rivendichiamo un reddito di autodeterminazione, un salario minimo europeo e un welfare universale, garantito e accessibile. Vogliamo autonomia e libertà di scelta sui nostri corpi e sulle nostre vite, vogliamo essere libere di muoverci e di restare contro la violenza del razzismo istituzionale e dei confini”.

 

E ancora: “Lo sciopero femminista coinvolgerà il lavoro produttivo e riproduttivo, andrà oltre il corporativismo delle categorie e i confini nazionali, unirà le molteplici figure del mondo del lavoro e del non lavoro”.

 

L’assemblea Nazionale in Italia si è svolta il 3 Febbraio a Milano. Ne è emersa una programmazione libera ed in continua creazione: “Le modalità di sciopero possibile immaginate durante la giornata sono state moltissime, e molte sorgeranno da qui all’8 marzo, e vanno dall’esporre bandiere sui propri luoghi di lavoro e segnalare il proprio sciopero attraverso l’hashtag #iosciopero, dallo sciopero sessoaffettivo a quello dei consumi. Ma anche la possibilità di rendere visibile e condiviso il lavoro riproduttivo e di cura che viene svolto gratuitamente dentro le case attraverso momenti in piazza che ci permettano di uscire dall’isolamento e dai ricatti, anche affettivi, insieme. Inoltre è stata rivendicata con forza la necessità di mettere in campo pratiche di inchiesta e di autoinchiesta per indagare le forme di violenza e sfruttamento sui luoghi di lavoro, ma anche per mettere in luce forme di resistenza e sovversione. Ogni territorio, infine, declinerà lo sciopero a partire dalle proprie esigenze e dalle lotte esistenti, dando corpo, ancora una volta, al Piano Femminista contro la Violenza sulle Donne.”

 

Le donne, e perché no, anche gli uomini che vogliono sostenerle, possono inviare il proprio nome e cognome ed un indirizzo mail ad aml87@rocketmail.com