Speciale Calcioscommesse, così nacque la proposta di combine

Dai racconti dei protagonisti un primo approccio ci fu nell'ottobre del 2016 durante il raduno della Nazionale B in Bulgaria. Poi la cosa fu affinata due giorni prima del match tra San Giovanni e Virtus dove inizialmente vengono coinvolti pochi soggetti di entrambe le squadre e informato un dirigente neroverde

Fulcro delle indagini della Procura Federale della Fsgc, e bubbone che ha fatto scoppiare il caso calcioscommesse sul Titano, è stata la partita di Coppa Titano del 15 marzo 2017 tra San Giovanni e Virtus, terminata 1 a 0 dopo un’autorete della Virtus.

Il San Giovanni era sfavorito tanto che la sua vittoria inizialmente era data a 13 sui siti di scommesse dove la partita era quotata. Cioè con 10 euro giocati se ne sarebbero vinti 130 puntando sulla vittoria del San Giovanni. E questo tipo di giocate sarebbero state quasi la totalità nei vari centri di scommesse italiani, tanto che poi le quote si abbassarono drasticamente a ridosso della partita per poi essere sospese del tutto.

 

 

I collegamenti con Dirty Soccer

Secondo quanto emerso le scommesse più consistenti sarebbero state effettuate, oltre che dalla zona attorno al Titano, in alcune ricevitorie di Calabria, Campania e Sicilia. Un elemento non secondario. Dalla Procura di Catanzaro partì la maxi inchiesta “Dirty Soccer”, che portò nel 2015 all’arresto di 50 persone mentre altre 70 furono indagate a piede libero, principalmente dirigenti e calciatori accusati di aver truccato gare di Lega Pro e serie D per poi guadagnare con le scommesse. Uno scandalo che coinvolse 30 squadre di diverse categorie e che portò ad arresti anche a Rimini. Tra questi c’era anche Erikson Aruci, cugino di Armando Aruci.

 

Armando Aruci, cittadino italiano di origine albanese residente a Bellaria, all’epoca dei fatti era giocatore della Virtus ed è ritenuto figura centrale nella vicenda dalle indagini sammarinesi, non solo sportive ma anche penali dato che è stato trattenuto in carcere dal 20 maggio al 28 giugno 2017. Il calciatore ha deciso di collaborare con gli inquirenti e le sue deposizioni sono state fondamentali per far ricostruire agli organi della Federcalcio come sono andate le cose.

 

In base alle diverse dichiarazioni la Commissione disciplinare della Fsgc, come spiegato nella prima puntata di questo speciale, ha emesso il mese scorso la sentenza di primo grado riguardo la vicenda, portando complessivamente al deferimento di 24 tesserati, su un totale di 27 coinvolti nelle indagini, e sei società per responsabilità oggettiva. 

 

 

 

La proposta al ritiro della Nazionale B

La Commissione ricostruisce i contorni della vicendanegli atti del procedimento. Tutto parte nell’ottobre 2016 durante il raduno della Nazionale B in Bulgaria. È in quella occasione, secondo le versioni di diversi giocatori, che viene palesata per la prima volta l’idea di combinare l’ormai famosa partita di Coppa Titano. Secondo Aruci è stato Alessandro Cuttone, suo compagno di nazionale e tesserato all’epoca dei fatti per il San Giovanni, a proporre di alterare il risultato di Virtus – San Giovanni che si sarebbe giocata nel ritorno.  “La medesima proposta – ha detto Aruci – è stata formulata nella stessa giornata al mio compagno di stanza William Innocenti”.

Innocenti, tesserato fino al 2016 con la Virtus, ha confermato la cosa aggiungendo che Cuttone gli riferì testualmente “che quando si sarebbe giocata la partita di ritorno di Coppa Titano Virtus San Giovanni nel 2017 avremmo potuto combinare il risultato della predetta partita”. I due giocatori della Virtus ne parlano insieme ma, riferiscono agli inquirenti, “non dandogli assolutamente alcuna importanza”.

 

 

La nuova offerta due giorni prima della partita 

La vicenda riemerge con prepotenza il pomeriggio del 13 marzo 2017, ovvero due giorni prima della partita incriminata, stando sempre ai racconti dei protagonisti che hanno deciso di collaborare con gli inquirenti.

Aruci racconta che in quel giorno di marzo viene contattato telefonicamente da Cuttone, che nel frattempo ha lasciato il San Giovanni per approdare alla Juvenes Dogana, che gli chiede di potersi vedere. Il giocatore della Virtus lo invita negli uffici dell’Agenzia Immobiliare Futura, dove lavora quale collaboratore di Luca Bonifazi, anche lui giocatore della Virtus all’epoca dei fatti.

Cuttone si presenta con il suo amico Domenico Giordani, giocatore del San Giovanni, ed insieme propongono di alterare il risultato della partita che li vedrà avversari.

 

 

Modalità precise

“Stando alle parole di Aruci – riepilogano i componenti della Commissione disciplinare –  sono stati proprio Cuttone e Giordani, indicati dallo stesso Aruci quali persone molto esperte in materia, a spiegare altresì le modalità e finalità della combine. Lo stesso Aruci sul punto ha dichiarato: “… mi avevano dato indicazioni sulle modalità di scommesse ovvero consigliavano di effettuare una o più puntate live sulla partita”. Ed ancora: “Per ottimizzare le scommesse in particolare per buona parte del primo tempo la partita si sarebbe dovuta mantenere in pareggio mentre sul finire del primo tempo sarebbe dovuta andare in svantaggio la nostra squadra (Virtus)”.

 

 

Chi ha collaborato e chi no

Agli atti non ci sono le versioni di Cuttone e Giordani perché i due non sono comparsi davanti alla Procura federale che li ha convocati. Stessa cosa per Bonifazi che si è rifiutato di comparire chiedendo di posticipare l’audizione agli inquirenti sportivi per poter prima incontrare l’autorità giudiziaria. Ma la Procura non lo ha più convocato. Un atteggiamento stigmatizzato dalla Commissione disciplinare che sul merito ribadisce il concetto: “Il processo sportivo e quello penale si pongono su piani del tutto autonomi ed indipendenti tra loro, perseguendo finalità non sempre coincidenti e mediante autonomi mezzi di ricerca e di valutazione della prova, che non necessariamente debbono identificarsi con quelli propri dell’ordinamento statale, fatta ovviamente salva l’osservanza del diritto di difesa costituzionalmente protetto”.

 

 

Il coinvolgimento del dirigente della Virtus

Ma torniamo a quel lunedì 13 marzo 2017. Caso vuole che in quegli stessi minuti in cui sono presenti Cuttone e Giordani, negli uffici della Immobiliare Futura arrivi anche Filippo Silvi Marchini, direttore sportivo della Virtus.

Aruci lo invita ad unirsi al gruppetto che lo informa della proposta di combine formulata da Cuttone e Giordani. Secondo Aruci il dirigente “non si è dimostrato interessato” e ha detto “fate voi”. Una dinamica confermata da Silvi Marchini: “Due giorni prima della partita – ha raccontato – mi sono fermato presso l’Agenzia Immobiliare Futura, come mi accadeva spesso, ed in quell’occasione Aruci mi disse che la partita Virtus – San Giovanni era quotata e precisò che avrebbero giocato le riserve e dunque che c’erano buone possibilità di poter scommettere sulla vittoria del San Giovanni. A questo punto mi chiese: «Cosa ne dici, ci scommettiamo?». Io dissi di no. Poi mentre andavo via, a mò di battuta dissi: «Se poi scommettete, scommettete 100 euro anche per me»”

 

Ma il dirigente ci ripensa. Qualche ora dopo chiama Aruci e gli chiede di vedersi. “Una volta arrivato presso il mio ufficio – ha raccontato il calciatore – mi chiese se poteva giocare anche lui qualcosa sulla vittoria del San Giovanni manifestandomi la volontà di scommettere circa 500-700 euro e se, del caso, li avrebbe consegnati immediatamente.” Versione confermata da Silvi Marchini: “Chiesi ad Aruci se si sarebbe scommesso o meno sulla partita Virtus San Giovanni, poiché avrei accettato anche io di scommettere … ma non ricordo se ho parlato di cifre”.

 

Un atteggiamento fortemente censurato dalla Commissione disciplinare: “Il signor Silvi Marchini non ha rifiutato la proposta, e non ha neppure dissuaso, quantomeno il proprio giocatore Aruci, dal proseguire nell’illecito, come ci si sarebbe dovuto aspettare da un dirigente di una società sportiva. Il disinteresse manifestato con la frase riportata da Aruci “Fate voi” è stato puntualmente smentito dalle condotte tenute successivamente dallo stesso”. Poiché infatti il Ds della Virtus “ben consapevole del progetto di combine ed in piena adesione allo stesso, ha chiesto ad Aruci, nella stessa giornata di lunedì 13 marzo, di scommettere una importante somma di denaro sulla sconfitta della Virtus”.

 

Continua…