Nuovo terremoto in Consiglio: Giovanna Cecchetti lascia il Ps

Duro il commento del partito: "Modo di concepire la politica più consono a chi porta una lunga barba bianca che ad un giovane. Non si può più accettare passivamente chi tradisce il proprio mandato elettorale senza motivazioni politiche, ancorché non condivisibili, ma solo perché in difesa di orticelli altrui ormai ingialliti ed aridi"

Una nuova fuoriuscita scuote il Consiglio Grande e Generale.

Dopo Dalibor Riccardi con il Psd, questa volta è Giovanna Cecchetti a lasciare il Partito socialista ed entrare nel gruppo misto del Consiglio.

 

A darne notizia è lo stesso Garofano rosso in una nota in cui spiega di aver appreso questa mattina la notizia della formalizzazione agli Eccellentissimi Capitani Reggenti dell’uscita dal gruppo consigliare. 

 

 

“Prendiamo atto di questa scelta. – scrive la forza di Alessandro Mancini – Difficile poi rilasciare qualche commento quando di politica c’è purtroppo ben poco.
In questa scelta notiamo solo un vecchio modo di concepire la politica.
Ci sia consentita la battuta: un modo di concepire la politica più consono a chi porta una lunga barba bianca che ad un giovane. Ma tant’è”.

 

Il riferimento evidentemente è a Paride Andreoli, zio di Giovanna Cecchetti e storico esponente socialista, uscito dall’attività politica pubblica nel marzo del 2016 a seguito del suo rinvio a giudizio per le supposte tangenti per il Centro Uffici nell’area ex Grey e Grey. Attività giudiziaria di cui, a due anni di distanza, non si hanno più notizie.

 

 

Per il Ps “a questo episodio crediamo sia opportuno iniziare ad individuare sistemi che tutelino il voto dei cittadini. La questione è tremendamente aperta.
Lavoriamo insieme  – è l’appello – per estirpare, insieme una volta per tutti, il frutto di una patologica concezione della Politica che ha condizionato pesantemente l’equilibrio democratico”.

 


Quindi l’affondo: “Non si può più accettare passivamente chi tradisce il proprio mandato elettorale senza motivazioni politiche, ancorché non condivisibili, ma solo perché in difesa di orticelli altrui ormai ingialliti ed aridi!”

 

 

Al momento non sono note le motivazione dell’addio, anche perché pare che al proprio partito sia stata mandata la semplice comunicazione di uscita.

È verosimile però che la scelta sia legata al processo di aggregazione che il Ps sta portando avanti da diversi mesi con Psd e Mdsi.