Tlc, ecco il memorandum d’intesa tra governo, Aass e Zte Italia

Previsto lo scorporo da Aass dell'attività di gestione della rete in fibra ottica. L'obiettivo è portare a San Marino la tecnologia 5G e nuovi operatori. Ma le tensioni politiche e non solo non mancano

Un banner pubblicitario della Zte

In queste ultime settimane tiene banco tra la politica, in modo trasversale a dir la verità, il tema delle telecomunicazioni.

In particolare a scaldare il clima è l’accordo che il governo ha intenzione di siglare con la società di diritto italiano Zte Italia srl, succursale della cinese ZTE Corporation.

 

 

Chi è la Zte

Fondata nel 1985 e quotata alle Borse di Shenzhen e Hong Kong, ZTE Corporation è fornitore globale di prodotti e servizi per le telecomunicazioni.

Come spiegato in una recente intervista ad Affaritaliani.it dal direttore degli affari istituzionali di Zte Italy, Alessio De Sio, “il gruppo ha 85 mila dipendenti nel mondo, sparsi in tutti i paesi. È un gruppo che sta crescendo con dei ritmi vertiginosi. L’ultimo fatturato è di circa 14 miliardi di euro e addirittura in borsa, siamo quotati alla borse di Shenzen in Cina e Hong Kong, il titolo negli ultimi anni è cresciuto del 170%”. Il giro d’affari mondiale è di 100 miliardi di euro.

 

Grande spinta agli investimenti in Italia

De Sio, in questa intervista uscita il 23 gennaio, sottolinea come il gigante asiatico stia puntando moltissimo sull’Italia. “Qui ci sono delle ottime condizioni di mercato e, soprattutto nell’ultimo anno, dalla corporation cinese è arrivato forte l’input a investire”. Non è un caso che a novembre 2017 Zte Italy abbia cambiato nome in Zte Italia.

Obiettivo particolare è lo sviluppo del 5G, ovvero internet superveloce per dispositivi mobili. “Stiamo effettuando una delle sperimentazioni avviata dal Mise su L’Aquila e Prato – ha detto ancora De Sio – e realizzato due partnership molto importanti con due università: Tor Vergata di Roma e l’Università de L’Aquila, che nel settore delle Tlc è una delle università più prestigiose d’Europa”.

 

L’azienda ha presentato gli ambiziosi progetti in Italia agli inizi di dicembre. I numeri lasciano a bocca aperta: cento milioni già investiti in Italia, 500 milioni da investire nei prossimi 5 anni. Una spinta agli investimenti ha portato anche a numerose assunzioni. In poco meno di un anno i professionisti che lavorano per Zte sono passati da 30 a circa 600, e stanno ancora aumentando.

 

L’accordo con San Marino

In questo contesto quindi si inserisce l’accordo che la multinazionale sta stringendo con il nostro paese.

Le due realtà stanno dialogando da un po’ ma recentemente le relazioni si sono in qualche modo formalizzate. Lo scorso 18 dicembre infatti il Congresso di Stato ha approvato il Memorandum d’Intesa tra il Governo, rappresentato dal segretario di Stato all’Industria Andrea Zafferani, l’Aass, per mano del presidente Federico Crescentini, e la ZTE Italia s.r.l., rappresentato dal Ceo Hu Kun

 

Nel testo, che potete trovare in forma integrale in fondo all’articolo, si sottolinea come “ZTE ha in corso una collaborazione con uno dei maggiori operatori sul mercato italiano della telefonia mobile per il quale sta sviluppando l’intera nuova rete che utilizzerà la medesima scelta tecnologica che San Marino intende adottare per la propria rete mobile”. Il riferimento è alla partnership che Zte ha stretto nel 2017 con Wind Tre, il più grande operatore di telefonia mobile d’Italia e con Open Fiber, provider italiano di fibra ottica. 

 

Nuovi operatori in arrivo

Ad attirare in particolare i governanti sammarinesi è la tecnologia del Ran-sharing (qui una spiegazione in lingua inglese di come funziona) che consente a più operatori di essere ospitati sulla stessa antenna. 

Nel memorandum si spiega quindi che la Zte “è la società attualmente in grado di assicurare la possibilità di realizzare tecnicamente al meglio ed a costi più bassi possibili la realizzazione di una rete attiva condivisa, facilitando anche l’ingresso di nuovi operatori che si troveranno ad operare su piattaforme e modalità a loro già familiari”.

 

Scorporare da Aass la gestione della fibra 

I tre firmatari hanno quindi sottoscritto l’impegno ad “esaminare e concordare lo sviluppo della partnership per l’attuazione del Progetto, della durata di cinque anni, con particolare attenzione alla Rete Mobile, Rete in Fibra Ottica, ai prodotti e servizi di Centro di Elaborazione Dati”.

In particolare “San Marino si impegna a dare approvazione allo scorporamento (cd. spin-off) da AASS dell’attività di gestione della rete in fibra ottica”.

Il memorandum prevede che “AASS e Zte, a seguito della firma dell’Accordo Definitivo, costituiranno congiuntamente una “NewCo”, scaturente da un conferimento pari al 95% in capo ad AASS e la restante quota del 5% in capo a ZTE, con il compito di gestire l’infrastruttura di telecomunicazioni, fissa e mobile, da realizzarsi. In caso di cessione della quota di proprietà di Zte, anche parziale, questa deve essere preventivamente concordata con l’AASS e la Segreteria di Stato firmataria. Le parti – prosegue l’accordo – si impegnano a che la NewCo acquisti attrezzature e servizi da Zte ed a gestire la rete e gli accordi commerciali con i potenziali clienti”.

 

Gli impegni previsti

Il memorandum contiene anche gli impegni di ciascuno dei firmatari.

La Zte dovrà effettuare tra le altre cose: il “completamento e la diffusione della rete in fibra ottica”; la “diffusione della Rete Mobile in rete attiva condivisa (cd. Ran Sharing), macro e micro celle, con l’utilizzo delle più moderne tecnologie, che ridurranno l’impatto ambientale ed elettromagnetico ed anche i costi di manutenzione e gestione”; “istituire un centro di formazione di tecnici ed operatori del settore telecomunicazioni ed un laboratorio sulle tecnologie più avanzate”; “dare risalto nazionale ed internazionale, anche attraverso appositi comunicati verso i media, dell’avvenuto accordo e relativo allo sviluppo del progetto”.

 

Il governo invece si è impegnato a: “raccogliere in forma scritta le ricevute manifestazioni di interesse verbali all’utilizzo delle infrastrutture che la NewCo renderà disponibili, da parte di alcuni dei principali operatori di telefonia mobile presenti sul mercato italiano”; istituire “con una apposita normativa, nei tempi più brevi possibili, un’Authority alla quale demandare l’attività di regolamentazione del mercato delle telecomunicazioni al fine di una gestione paritaria fra gli operatori interessati”; “facilitare la disponibilità e l’accesso alla proprietà immobiliare pubblica sammarinese, per la diffusione del Progetto”.

 

L’Aass dal canto suo dovrà “attribuire la gestione della rete in fibra ottica alla NewCo, mantenendone la proprietà” e “finanziare l’investimento del Progetto”.

 

In conclusione le parti si impegnano ad arrivare ad un accordo definitivo al più presto. Si parla di 31 gennaio 2018 ma è anche prevista una seconda data, il 31 dicembre 2018.

 

 

Titano in fermento

Il progetto sta mettendo in stato di agitazione politica e esponenti del settore. È dei giorni scorsi la notizia che il presiedente dell’Aass Federico Crescentini ha annunciato al Cda l’intenzione di volersi dimettere. È seguito l’appello del proprio partito, Ssd, a restare “per il bene della collettività”, e ancora dopo sono stati Rete e Mdsi a parlare di presunte pressioni da parte della politica a Crescentini

Al di là delle dichiarazioni pubbliche il tema è al centro di incontri e scontri trasversali agli schieramenti.

Settimana scorsa poi hanno scioperato i dipendenti della Telecom Italia San Marino, che chiedono alla politica di “realizzare un quadro di regole trasparenti e non discriminatorie”.

 

 

Un progetto dunque su cui si giocano parecchie partite e che, in un caso o nell’altro, è destinato ad incidere non poco sul nostro paese.

 

 

Ecco il testo del memorandum.