Turismo, “Ci sono troppe bocche che parlano e troppo poche teste che pensano”

Marisa Neri interviene sul dibattito tra associazioni e segreterie. Difende il progetto del governo per l'internazionalizzazione e lancia una stilettata all'Usot: "Si spara nel mucchio forse per creare turbolenze al fine di raggiungere scopi accarezzati e non manifestati a tornaconto di qualcuno"

Il gruppo di turisti indonesiani accolto nei mesi scorsi dalla segreteria Esteri

[Riceviamo e pubblichiamo]

 

La querelle fra Usot e Segreteria Turismo non accenna a placarsi.
I toni di Usot pubblicati sabato scorso stanno assumendo cervellotico parossismo.
Ancora una volta si snocciolano progetti senza il minimo nesso fra voli e realtà.
Noi Sammarinesi siamo uno strano popolo, pronti a manifestare un sentimento giustizialista quando, meravigliati, ci accorgiamo di essere stati ingannati da coloro ai quali avevamo dato il mandato a governarci.


Riserviamo lo stesso trattamento a coloro che successivamente, ci chiedono sacrifici per cercare di rimediare i danni provocati in precedenza.
Chi non ricorda quando nel 2009 Giulio Tremonti, allora Ministro delle Finanze del governo di Roma, in occasione del Meeting di Rimini, dichiarò che San Marino era come la caverna di Alì Babà? Troppe auto Ferrari e troppe banconote da 500€: andava posto rimedio.
In quegli anni avevamo personaggi che si vantavano di portare a San Marino i soldi nelle mutande e si definivano i re del nero. Noi cittadini eravamo scandalizzati, ma non vi fu alcun segnale popolare teso a manifestare la preoccupazione per ritorsioni che avremmo dovuto temere.


Il 5 maggio 2008 l’episodio riguardante l’avvio dell’inchiesta Varano su Cassa di Risparmio, coinvolge il gruppo Delta che viene azzerato con pesanti perdite per Cassa.


In quegli anni San Marino vedeva crescere in modo esponenziale la raccolta di denaro depositato nelle sue banche. Una buona parte della liquidità è stata investita nella crescita immobiliare incontrollata e non finalizzata, attraverso finanziamenti in Leasing che con il manifestarsi della crisi i conduttori hanno interrotto di pagare e le banche si sono ritrovate in pancia, immobili che ancora oggi appesantiscono i loro bilanci e rendono difficile concedere nuovi crediti, con conseguente ristagno di iniziative imprenditoriali che non trovano sostegno per essere liberate.
L’ultimo degli atti, forse il più doloroso, è stata la messa in Black List di San Marino da parte dell’Italia.


Credo che ognuno di noi abbia consapevolezza di aver dovuto sopportare una vera e propria guerra. Come in ogni guerra si è costretti a contare le vittime, fare il conto di ciò che è rimasto, far scattare la solidarietà, rimboccarsi le maniche per riavviare una ricostruzione morale ed economica.

Quando sul finire del 2016 si è andati al voto, con il secondo turno, i sammarinesi hanno scelto con una percentuale altissima, la coalizione che attualmente governa. La coalizione Adesso.sm ha scelto di comporre un governo di persone senza esperienze precedenti. Probabilmente è stata una scelta per creare una linea di interruzione fra un prima e un dopo. Forse neppure loro immaginavano quali e quante sarebbero state le difficoltà. A maggior ragione un popolo, che vuole definirsi maturo, deve fare il possibile per sentirsi attore e comprimario di un progetto che viene presentato da quelli che lui stesso ha scelto.


Consapevoli che viviamo in una democrazia e che se fra 4 anni chi ci governa non avrà dimostrato di essere all’altezza delle aspettative verrà bocciato.


Come dicevo, dopo tutte le vicissitudini vissute, dovremmo aver maturato la volontà di ripartire con nuovo vigore ponendo al centro la priorità di riguadagnare la reputazione persa.


Sono profondamente convinta che il nostro Paese ha in sé le caratteristiche di una forte vocazione turistica e conseguenzialmente commerciale.
Nelle nostre categorie abbiamo purtroppo dei soggetti capaci di annebbiare il buon lavoro di tanti.


Qualche mese fa ad un giornalista che conduceva una inchiesta sul fenomeno delle contraffazioni, qualche nostro operatore ha risposto che da noi è in uso da 50 anni ed è sempre stato tollerato.
Questa notizia e relative immagini sono state trasmesse a livello nazionale italiano.
Alla faccia della reputazione!


Il trenino su gomma che consentiva al turista di spostarsi con facilità è stato per anni il tormentone all’interno dei direttivi delle associazioni senza mai riuscire a trovare un accordo.
Fra le tante proposte ho sentito anche quella di imbarcare i turisti alla porta del paese portandoli fino alle zone più alte per poi impedire loro di prendere il trenino per scendere.
Alla faccia del senso di ospitalità! 
Conclusione: il servizio è stato sospeso.


Quando Usot attacca la Segreteria Esteri dichiarando che è un’anomalia che sia il nostro ambasciatore in Vietnam ad occuparsi di turismo per di più rappresentato da ospiti poveri e quindi inutili, si scrivono delle vere e proprie corbellerie.
Si dimostra che non si conosce la filosofia che regge l’impianto.


Conosco e condivido il progetto così detto turistico proteso ad allargare le frequentazioni verso San Marino per creare un circolo economicamente virtuoso, capace di produrre ricaduta positiva sull’intero Paese.


È riduttivo ricondurne la valenza al solo centro storico, dal quale però dovrebbe partire lo stimolo mentre constatiamo che questo stesso si rifiuta di partecipare agli incontri promossi.


Si spara nel mucchio forse per creare turbolenze al fine di raggiungere scopi accarezzati e non manifestati a tornaconto di qualcuno.


Amici del direttivo e associati Usot, se volete essere protagonisti non buttate a priori le opportunità, rendetevi conto che a forza di ricercare un falso unanimismo, in questo Paese non si riesce a cambiare neanche una sedia.


Come ho sentito dire dal musicista Francesco Guccini: Ci sono troppe bocche che parlano e troppo poche teste che pensano.

 

Marisa Neri