Turismo, Michelotti a Vannucci: “Molto fiducioso nello sviluppo di una virtuosa collaborazione”

Dopo il presidente dell'Usot abbiamo intervistato il segretario di Stato con delega al Turismo. Mano tesa alla collaborazione e sul progetto di internazionalizzazione sottolinea: "Attività di ricerca e di promozione del prodotto San Marino mai pensata e realizzata prima nella storia della nostra Repubblica"

Il segretario di Stato al Turismo Augusto Michelotti

Ieri Sorpresa! Daily News ha pubblicato l’intervista al presidente Usot Riccardo Vannucci in cui da un lato torna sul progetto internazionalizzazione del governo e dall’altro si dice pronto a collaborare con le istituzioni.

Oggi abbiamo contattato il segretario al Turismo Augusto Michelotti per sapere cosa ne pensa.

 

 

Segretario Michelotti, il progetto di internazionalizzazione del comparto turistico è finito al centro delle polemiche tra il governo e l’Usot. Che idea si è fatto della vicenda? 

“Prima di tutto penso sia necessario chiarire il significato della parola “internazionalizzazione” anche per capire meglio di cosa abbia parlato e stia parlando il Governo”. 

 

 

Provi a spiegarlo ai nostri lettori.

“I processi di internazionalizzazione sono percorsi complessi, di cui il turismo è solo una delle molteplici componenti. Basti sapere che, nel Corso di Alta Formazione UNIRSM in Processi di Internazionalizzazione, i docenti impiegano 120 ore solo per definire le principali sfaccettature di questi processi e il tutto in ordine all’imprenditoria privata. Immagini quanto tempo si impiegherebbe per definire in maniera compiuta solo per determinare le caratteristiche relative agli Stati Sovrani.

Provando a riassumere il primo passo di un processo di internazionalizzazione che non rende giustizia alla complessità del fenomeno, possiamo dire che uno Stato Sovrano deve mettere al primo posto di questo percorso la dimensione culturale, intesa nel suo duplice significato e cioè sia quello di bagaglio di competenze dei singoli che di modo di pensare e di agire condiviso dai membri di un qualsiasi gruppo etnico. Sarebbe impensabile avviare con successo un percorso di internazionalizzazione se uno Stato Sovrano non costruisse prima le sue fondamenta e cioè non fornisse ai suoi cittadini la possibilità di acquisire le competenze specifiche nella materia.

Al contempo, uno Stato Sovrano, attraverso eventi dedicati, la condivisione dei progetti e una veritiera e competente comunicazione dovrebbe diffondere la coscienza della diffusione di una cultura nazionale dell’internazionalizzazione. Non pensare in maniera globale e, soprattutto, non strutturarsi per la competizione globale, è un lusso che nessuna nazione al mondo può più permettersi. 

Per quanto riguarda gli altri macro obiettivi, penso che il precedente comunicato stampa congiunto delle Segreterie Turismo ed Affari Esteri sia stato sufficientemente esaustivo. Naturalmente, ognuno dei temi esposti può essere oggetto di ulteriori approfondimenti e noi siamo a disposizione di chiunque li chieda”. 

 

 

Gli operatori però vi accusano di non aver condiviso con loro questo progetto. 

“I processi di condivisione con i cittadini e le varie Associazioni che li rappresentano sono un ulteriore passo in avanti nella diffusione di una cultura nazionale della internazionalizzazione. Non è un caso, infatti, che, non appena terminata la fase di prova del coinvolgimento della nostra rete diplomatica e consolare nelle attività di promozione turistica, si abbia immediatamente invitato, il 21 dicembre 2017 a Palazzo Graziani, tutti gli operatori del turismo, tra cui gli associati USOT, ad un evento di condivisione.

Non le nascondo la nostra soddisfazione nell’aver ricevuto i complimenti per la strada intrapresa ed il riconoscimento per aver avviato concretamente, per la prima volta, determinate azioni. Ci dispiace che alcuni operatori del settore del turismo non abbiano partecipato a tale evento, ma, come già spiegato nell’ultimo comunicato stampa congiunto, siamo a disposizione per fornire tutti i chiarimenti del caso.

A mio parere, quanto esposto il 21 dicembre è stato molto chiaro ed esaustivo e in tale occasione abbiamo anche risposto a tutte le domande che ci sono state poste, come ad esempio, perchè si è partiti dai paesi asiatici e come la nostra iniziativa sarà estesa alla rete diplomatica e consolare nel mondo. Siamo fiduciosi per come la diffusione della cultura dell’internazionalizzazione soppianterà qualsiasi approccio alla questione differente da quello che non abbia come esclusivo e supremo interesse il bene di San Marino”. 

 

 

Ad ogni modo il progetto sta andando avanti, come testimoniano i suoi viaggi in Indonesia e Vietnam. Quali sono i riscontri e le richieste degli operatori internazionali del turismo? 

I riscontri sono stati estremamente positivi: c’è curiosità e al contempo entusiasmo riguardo alla destinazione San Marino. La richiesta più ricorrente da parte degli operatori è stata quella di chiedere se a San Marino fossero presenti tour operator in grado di proporre offerte alternative o, perlomeno, ugualmente competitive a quelle dei giganti del settore, quali, ad esempio G2 e Kuoni”.

 

 

Da parte degli operatori del turismo è emersa la disponibilità ad avviare una stagione di dialogo e fattiva collaborazione. È pronto anche lei al “disgelo”?

“In occasione della riunione del 21 dicembre scorso, abbiamo chiesto collaborazione a tutti i presenti e di adoperarsi per verificare se esistano i presupposti per avviare una vera e costruttiva stagione del dialogo. Abbiamo chiesto il supporto di USOT per organizzare l’accoglienza dei rappresentanti delle principali agenzie di viaggio delle varie nazioni; agenzie di viaggio che intendiamo selezionare accuratamente.

Mi sembra giusto e doveroso che mentre lo Stato è impegnato in una attività di ricerca e di promozione del prodotto San Marino, attività di ricerca mai pensata e realizzata prima nella storia della nostra Repubblica, anche gli altri soggetti attivi di questo percorso contribuiscano in vario modo affinchè l’iniziativa abbia successo.  Anche in questo caso abbiamo riscontrato la positiva volontà dei presenti, di accompagnarci in questo percorso. Sono molto fiducioso nello sviluppo di una virtuosa collaborazione tra il settore pubblico e quello privato”.