Unioni civili a San Marino, scatta anche la petizione online

Lanciata la raccolta firme su Change.org. I promotori: "Una legge sulle Unioni Civili rappresenta un passo importante per San Marino, che potrebbe contribuire al benessere e alla sicurezza dei suoi cittadini ovunque essi vivano. Sul Titano le persone potenzialmente interessate sono dalle 1.700 alle 3.300"

Non si placa il pressing dei promotori della proposta di legge di iniziativa popolare per regolamentare anche a San Marino le unioni civili.

 

L’ultima iniziativa messa in campo dai sottoscrittori della proposta è una petizione sul portale Change.org, sito specializzato in qualsiasi tipo di campagne di adesione in rete, destinata al Consiglio Grande e Generale.

 

Primo firmatario della proposta è Federico Podeschi, sammarinese da tempo residente in Galles, che il 29 marzo del 2014 è convolato a nozze con il compagno Darren Williams. Podeschi da anni è in prima linea per cambiare la normativa sammarinese che ad oggi non permettere di riconoscere il suo matrimonio in territorio.

 

Federico Podeschi e Darren Williams presentano nell’aprile 2014 un’istanza d’Arengo per riconoscere i matrimoni gay contratti all’estero

 

“La Repubblica di San Marino – si legge nella petizione – come tutti i paesi occidentali, sta vivendo una profonda trasformazione sociale. Una trasformazione che mette al centro dei legami interpersonali gli affetti in tutte le loro sfumature e specificità. Gli affetti rappresentano, infatti, la forza gravitazionale che spinge le persone a creare forme di convivenza anche quando ciò non sia espressamente riconosciuto dalla legge. Sono state le coppie omosessuali a mostrare nel modo più eclatante questa esigenza, ma anche le coppie eterosessuali sempre più spesso vivono i propri legami in modo “imprevisto” dalla legge, e quindi, di fatto, in assenza di qualsiasi tutela. In tutti i grandi paesi in cui la libertà e la cultura sociale sono dei valori fondamentali sono state istituite forme di riconoscimento di queste unioni, per dare a ogni cittadino e cittadina tutele e stabilità, diritti e doveri”.

 

Quindi viene spiegato che la proposta di legge intende “introdurre nell’ordinamento sammarinese norme che riconoscano le unioni civili, sia eterosessuali che omosessuali, come forma di consolidamento sociale e di istituzione di reciproci diritti e doveri. Queste norme sono intese come uno strumento di gestione della vita in comune, che vada a regolamentare i rapporti tra i conviventi stessi e tra di essi e lo Stato”.

 

Viene spiegato poi che l’attuale legislazione sammarinese, “trascorsi quindici anni, equipara la libera convivenza eterosessuale al matrimonio in particolare per quel che riguarda la separazione dei conviventi che che vengono di fatto equiparati ai coniugi”. Ma prima dei quindici anni “i componenti della coppia non hanno doveri reciproci”.

 

Ciò non si applica invece per le coppie omosessuali. Una lacuna inaccettabile per i promotori. “Da decenni ormai – scrive Podeschi nella petizione – si sta affermando in tutti gli Stati occidentali un’altra importante evoluzione sociale, quella del riconoscimento legale delle coppie omosessuali attraverso lo strumento delle “unioni civili”. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbe omosessuale dal 5 al 10% della popolazione mondiale; a San Marino, quindi, le persone potenzialmente interessate sono dalle 1.700 alle 3.300.

 

Di qui la proposta di riconoscere anche sul Titano le unioni civili, come hanno già fatto decine di paesi nel mondo, portando “miglioramenti generalizzati alla società, senza comprometterne gli aspetti storici e tradizionali, anzi, per certi versi, valorizzandoli”.

 

Per questo il Comitato promotore ritiene infine che “una legge sulle Unioni Civili rappresenti un passo importante per San Marino, che potrebbe contribuire al benessere e alla sicurezza dei suoi cittadini ovunque essi vivano, e che permetterebbe alla Repubblica di inserirsi a pieno titolo, e anzi in una posizione avanzata, nel contesto internazionale dei paesi che tutelano e promuovono i diritti civili”. 

 

Questo il link della petizione.